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Polli GM anti pandemia

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Ricercatori della Università di Cambridge (USA) sono riusciti a produrre polli transegnenici che non trasmettono l'influenza H5N1, salita alla ribalta alcuni anni fa per aver infettato anche uomini con un alto grado di letalità. L'esperimento, pubblicato su Science, è consistito nell'integrare nel patrimonio genetico dei polli un tratto del DNA capace di dribblare un enzima essenziale per la trasmissione del virus influenzale. Messi i polli GM, opportunamente infettati con il virus, in gabbie con polli sani, la trasmissione in effetti non è avvenuta.

Gli scienziati commentano che tale tecnica, ovviamente non generalizzabile agli uccelli selvatici, veri incubatori dell'epidemia, salverebbe quantomeno i grandi allevamenti dalle stragi pandemiche, proteggendoli meglio della vaccinazione. Anche se resta difficile pensare gli sterminati mercati di strada asiatici ripuliti dai polli "naturali", rimpiazzati dalla nuove stirpe dei polli virus-free. 

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Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.