fbpx La Polare dimagrisce | Page 33 | Scienza in rete

La Polare dimagrisce

Primary tabs

Read time: 2 mins

Stando a un team di astrofisici, la variazione della pulsazione della Stella Polare indicherebbe che l'astro sta espellendo materia e ogni anno disperderebbe nello spazio una massa equivalente a quella del nostro pianeta.

Hilding Neilson (Università di Bonn) e i suoi collaboratori hanno esaminato con cura oltre un secolo e mezzo di osservazioni riguardanti i cambiamenti che caratterizzano la Polare. Contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, la stella più famosa del nostro cielo è una stella variabile (appartiene alla classe delle Cefeidi) e mostra variazioni di luminosità secondo un ciclo di circa quattro giorni. L'analisi di come questo ciclo è mutato nel corso del tempo, pubblicata dal team di Neilson su Astrophysical Journal Letters, avrebbe portato gli astrofisici alla conclusione che la struttura della Polare starebbe evolvendo e per far tornare i conti si dovrebbe ipotizzare una perdita di massa pari a circa una massa terrestre ogni anno.

Non tutti, però, concordano con l'analisi di Neilson. Per altri astrofisici, infatti, la spiegazione per la variazione nel periodo di pulsazione andrebbe ricercata nell'inadeguatezza dei modelli impiegati e nel non aver correttamente individuato lo stadio evolutivo in cui si trova la stella. Un passo cruciale per dirimere la questione sarebbe quello di riuscire a definire più accuratamente la sua distanza dalla Terra, un valore sul quale si registrano stime piuttosto... distanti. Mentre per alcuni, infatti, la Polare si troverebbe a 325 anni luce dalla Terra, per altri sarebbe altri cento anni luce più lontana.

ScienceNow

prossimo articolo

Abbiamo ormai perso le speranze per restare sotto 1,5°C?

orologio nella sabbia

Ci vuole una certa pazienza a fare comunicazione climatica se bisogna continuare a ripetere ossessivamente quali sono le cose da fare per arrivare a zero emissioni nette e per adattarsi al clima che cambia. Questa volta la strigliata arriva dall’UNEP che ci dice che non è affatto detto che l’umanità riuscirà a restare sotto 1,5°C per fine secolo. Che serve usare tutte le tecnologie in campo, compresa la rimozione artificiale di CO2 dall’atmosfera. Che serve – udite udite – darsi una mossa. Il nuovo rapporto identifica un pacchetto di azioni climatiche che devono servire per contenere il sorpasso di 1,5°C il più possibile e favorire un rientro veloce e sicuro.

Foto di Annette da Pixabay

È uscito il 2 settembre un nuovo report dell’UNEP dal titolo Limiting Overshoot: Navigating exceedance of 1.5°C and pathways towards return. Il messaggio principale è che il superamento temporaneo di 1,5°C è ormai inevitabile date le traiettorie di emissioni e le politiche attuali. Ricordiamo sempre che stiamo parlando dell’aumento della temperatura media globale rispetto ai livelli preindustriali.