fbpx Più dimagrisci più ti vien fame | Page 22 | Scienza in rete

Più dimagrisci più ti vien fame

Read time: 1 min

Perché (maledizione...) le diete falliscono quasi sempre? Uno studio in uscita oggi sul New England Journal of Medicine rileva che anche un anno dopo una dieta, gli ormoni sono ancora lì che insistono affinché si ricominci a mangiare come un lupo. Ci sarebbe insomma un fato biologico su base endocrina. Non sarebbe quindi il carattere il destino dell'uomo - come scriveva Eraclito di Efeso nel frammento 119 - ma i suoi ormoni.
"Le persone che riprendono peso non devono prendersela troppo, mangiare è il nostro istinto più radicato" afferma uno degli autori dello studio, Giuseppe Proietto dell'Università di Melbourne in Australia.
Nello studio sono stati arruolati 50 pazienti in sovrappeso o obesi in un programma di dieta della durata di 10 settimane, basata su un  incentivo economico. In media, durante il trial i partecipanti hanno perso quasi 30 chili introducendo appena 500-550 calorie al giorno, consumando un pasto sostitutivo chiamato Optifast più verdure per otto settimane. Quindi per due settimane sono stati reintrodotti gradualmente gli alimenti ordinari.
Controllando i livelli ormonali nel sangue prima, durante e dopo questa dieta, i ricercatori hanno scoperto che buona parte di questi restano molto attivi nel determinare la sensazione di fame.
Molto meglio, insomma, prevenire che combattere: non aumentare di peso piuttosto che tirarlo giù. L'effetto yo-yo - frutto dei meccanismi difensivi ormonali sviluppati durante l'evoluzione - è sempre in agguato.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Diete

prossimo articolo

Un piano per affrontare il caldo nelle scuole e come finanziarlo

Interno di un'aula scolastica con banco e lavagna

Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.