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Una Piattaforma Italiana per idrogeno e celle a combustibile

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“Horizon 2020”, il nuovo programma dell’Unione  Europea  per la ricerca  e l’innovazione,  riconosce un ruolo rilevante alle tecnologie dell’idrogeno e delle celle a combustibile per  conseguire gli obiettivi energetici ed ambientali della Strategia Europea 20-20-20, e assegna  maggiori fondi alla  nuova “Piattaforma Europea Idrogeno e Celle a combustibile”.

Per approfondire le opportunità per l’Italia di Horizon 2020 per lo  sviluppo delle tecnologie dell'idrogeno e delle celle a combustibile, l’ENEA, insieme all’Associazione Italiana idrogeno e celle a combustibile (H2It), la Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche (FAST) e l’Università degli Studi di Perugia, ha organizzato oggi una  giornata di studio “Idrogeno e celle a combustibile nell’ambito di Horizon 2020. Quali opportunità per il sistema Italia, a cui ha  partecipato,  fra gli altri, l’onorevole Vittorio Prodi del Parlamento Europeo.

Gli organizzatori hanno colto l’occasione per portare all'attenzione dei decisori politici l’esigenza di definire una “Piattaforma Italiana Idrogeno e celle a combustibile”, che corrisponda ad una strategia e una politica nazionale in linea con l’Europa e con i maggiori stati membri, a partire dalla posizione espressa dalla Germania.

E’ emersa una realtà italiana fatta di imprese, investitori, centri di ricerca, università, regioni ed Enti Locali, che, nonostante la mancanza di un quadro nazionale definito, crede ed investe nello sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno e delle celle a combustibile, raggiungendo in alcuni casi punte di eccellenze con prodotti competitivi anche a livello europeo e mondiale.

Angelo Moreno dell’ENEA, che ricopre anche la carica di Presidente dell’Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile, ha dichiarato: “La tecnologia delle celle a combustibile è ormai matura e può contribuire all’evoluzione dell’economia italiana verso un sistema low carbon, tenendo anche presente che l’evoluzione delle fonti rinnovabili e la generazione distribuita stanno determinando l’urgenza di una trasformazione  radicale del sistema energetico. E’ quindi necessario che l’'Italia si impegni per cogliere le opportunità offerte da Horizon 2020, anche mediante il trasferimento tecnologico all’industria nazionale delle attività di ricerca, come già fa l’ENEA, in modo da sviluppare un sistema industriale delle tecnologie dell’idrogeno e delle celle a combustibile capace di competere sui mercati internazionali, di incidere sullo sviluppo dell’economia del Paese e di creare nuovi posti di lavoro.”

A livello internazionale Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Germania sono le nazioni che stanno investendo di più e dove gli sforzi di ricerca e sviluppo hanno dato risultati concreti, sia in termini di creazione di nuovi business e posti di lavoro che di prodotti già disponibili sui mercati mondiali. 

Ufficio Stampa ENEA

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Horizon2020

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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.