Paul Vaska e i suoi colleghi del Brookhaven National Laboratory di Upton, New York, hanno messo a punto un apparecchio per la tomografia a emissione di positroni talmente piccolo da poter essere indossato dai topi, liberi così di muoversi durante la registrazioni delle immagini funzionali cerebrali. Il tracciante iniettato per l’esecuzione dell’esame mette infatti in evidenza le diverse aree del cervello attivate di conseguenza a vari stimoli o durante certe reazioni: tutte valutazioni che finora non potevano essere fatte negli animali da laboratorio, che diversamente dagli esseri umani potevano essere tenuti in osservazione nella macchina solo in anestesia o comunque immobilizzati. Così invece sarà possibile studiare le risposte comportamentali e funzionali insieme a diversi stimoli cognitivi, farmacologici o ambientali.
PET portatile per topi
Primary tabs
Autori:
Sezioni:
Tecnologia
prossimo articolo
Alcol: l'epidemia che non fa rumore

Le prove sui danni dell'alcol, dal cancro agli incidenti stradali, sono ormai solidissime. Eppure la sua gestione resta arretrata: pochi usano gli strumenti di screening, ancora meno arrivano alle cure efficaci già disponibili. Una strage silenziosa che il mondo continua a permettersi.
Foto: Carl Van Vechten, Public domain, via Wikimedia Commons
Se Ennio Flaiano notava su Diario degli errori che «La battaglia contro l’alcolismo prende accenti birichini», William Faulkner aveva raccontato nel suo diario come andava la sua vita: «Due scotch al bar. Tre drink al mattino. Un daiquiri al Dirty Dick's, tre bicchieri di vino rosso a pranzo e tre di vino a cena».