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Orbite più gettonate

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Forse spiegato il motivo per cui i pianeti giganti gassosi simili a Giove e Saturno scoperti intorno ad altre stelle sembrano affollarsi in alcune regioni orbitali mentre se ne stanno alla larga da altre.

La soluzione all'enigma è stata presentata da Richard Alexander (University of Leicester) e Ilaria Pascucci (University of Arizona) alla 43a Lunar and Planetary Science Conference e sarà prossimamente pubblicata su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. I due astronomi hanno evidenziato come finora sia stato trascurato un meccanismo cruciale in azione durante le fasi della gestazione di un sistema planetario. Si tratta della fotoevaporazione, un processo attraverso il quale il flusso di fotoni ad alta energia emessi dalla stella riscalda il gas del disco protoplanetario causando la sua dispersione nello spazio circostante.

Messo in conto anche questo processo in accurate simulazioni numeriche, Alexander e Pascucci hanno notato come esso giochi davvero un ruolo chiave: ripulendo dal gas una fascia a una ben definita distanza dalla stella, la fotoevaporazione finisce col creare una sorta di trappola per i pianeti. Gli astronomi infatti sanno che, prima di raggiungere la loro orbita definitiva, i pianeti giganti migrano dalla loro regione di formazione verso le regioni più interne a causa dell'interazione con il disco di polveri e gas. Quando però raggiungono la fascia ripulita dalla fotoevaporazione si fermano lì. Secondo lo studio, il maggiore affollamento dovrebbe riscontrarsi intorno a 1 unità astronomica di distanza dalla stella.

Il gran numero di sistemi extrasolari che si stanno continuamente scoprendo e la loro analisi potranno senza dubbio fornire un'ulteriore conferma della bontà del modello.

University of Leicester - Research paper (arXiv)

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Astronomia

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