fbpx Oggi clima più sensibile a CO2 | Page 8 | Scienza in rete

Oggi clima più sensibile a CO2

Primary tabs

Read time: 2 mins

Mentre per i nostri giorni è ormai assodato uno stretto legame tra i livelli di anidride carbonica e il clima globale, uno studio mostra che tra i 5 e i 12 milioni di anni fa la situazione era ben differente.

La conclusione alla quale sono giunti Jonathan LaRiviere (University of California – Santa Cruz) e collaboratori, pubblicata recentemente su Nature, è che il clima caldo che caratterizzò il tardo Miocene non può essere imputato a elevati livelli di CO2. In quel periodo, infatti, le temperature della regione del Pacifico del nord erano 5-8 °C più elevate di quelle dei nostri giorni, a fronte di un livello di concentrazione di anidride carbonica paragonabile a quello riscontrabile prima della Rivoluzione industriale. L’andamento climatico è stato ricostruito dai ricercatori analizzando i microscopici scheletri del plancton depositatisi sui fondali marini e successivamente sepolti dai sedimenti.

A cosa imputare quel riscaldamento? Secondo LaRiviere e il suo team, un ruolo chiave l’avrebbe giocato la circolazione oceanica, sia per la forma e l’estensione delle distese marine, completamente differenti da quelle attuali, sia per un termoclino (la demarcazione tra acque superficiali calde e acque profonde più fredde) posto più in profondità di quanto non lo sia oggi. Questo avrebbe pesantemente influenzato il meccanismo del vapore atmosferico e la distribuzione delle nubi con il conseguente innalzamento della temperatura che caratterizzo il tardo Miocene.
Con l’inizio del Pliocene, circa 5 milioni di anni fa, la distribuzione delle terre emerse e la circolazione oceanica divennero più simili a quelle attuali e questo coincise con un calo delle temperature globali, un termoclino meno profondo e la comparsa di grandi distese di ghiaccio nell’emisfero settentrionale. In altre parole, la situazione climatica ben nota al genere umano.

National Science Foundation

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Climatologia

prossimo articolo

Il prezzo della salute: come la povertà economica genera la povertà sanitaria

Uomo che dorme su una panchina

Universalità, equità e uguaglianza: sono questi i tre pilastri su cui poggia il nostro Servizio sanitario nazionale, fondato nel 1978. Negli ultimi anni, tuttavia, questo modello si è progressivamente allontanato dalla sua ispirazione originaria, scivolando verso una logica puramente prestazionale. Sulla carta, la salute è ancora un diritto di tutti, nei fatti, sta diventando un lusso per pochi. Foto di John Moeses Bauan su Unsplash

Immaginate di dover scegliere, arrivati a metà mese, se riempire il carrello della spesa o andare in farmacia a ritirare l’antibiotico per vostro figlio. O di dover rinunciare a quella visita cardiologica che aspettate da mesi perché l’alternativa pubblica ha una lista d’attesa di un anno e quella privata costa quanto mezza bolletta della luce. Questa è la quotidianità per i quasi 6 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta, con un trend in costante aumento nell’ultimo decennio (Istat).