fbpx Oceano Artico e CO2 | Page 5 | Scienza in rete

Oceano Artico e CO2

Primary tabs

Read time: 1 min

Secondo accurate misurazioni, l'Oceano Artico mostrerebbe una concentrazione di anidride carbonica talmente elevata da impedirgli, anche se privato dei ghiacci, di sequestrarne ancora.

La ricerca – pubblicata su Science Express lo scorso 22 luglio – è opera di un team internazionale coordinato da Wei-Jun Cai (Department of Marine Sciences - University of Georgia) che, a bordo del rompighiaccio Xuelong (Drago della neve), ha raccolto campioni in quella parte dell'Oceano Artico nota come Bacino Canadese. Ai margini del bacino la pressione di CO2 risulta compresa tra 120 e 250 microatmosfere, dunque ben al di sotto della concentrazione atmosferica di 375 microatmosfere. Nelle acque più al largo e libere dai ghiacci, però, la concentrazione balza a 320-365 microatmosfere, un valore che, secondo Cai, costituisce una efficace barriera all'ulteriore arricchimento di CO2 da parte del Bacino Artico.
I dati, dunque, indicherebbero che coloro che confidavano nello scioglimento dei ghiacci per ottenere un maggiore sequestro di CO2 erano fuori strada. Sul versante del sequestro di gas serra, insomma, il Bacino Artico avrebbe già dato. Infatti, benché la sua superficie sia solamente il 3% della superficie oceanica terrestre, in quella porzione di acque – complice la migliore solubilità del gas nelle acque più fredde – è contenuto tra il 5 e il 14% dell'intero ammontare di anidride carbonica sequestrato dagli oceani.

Nature

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Fauci, i diari e il processo politico alla scienza

Accusato al Senato di aver creato il virus, occultato l'origine e mentito sulle mascherine, Fauci è stato messo sotto processo politico. I suoi diari, quasi mezzo milione di parole, raccontano errori, sicurezze eccessive e un sistema di controllo che fallì, non il complotto criminale che gli viene attribuito. (Illustrazione realizzata con strumenti di intelligenza artificiale generativa).

Il 29 luglio Anthony Fauci, per quasi quarant’anni direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases e consigliere scientifico degli Stati Uniti durante il Covid, prima con Trump e poi con Biden,  è comparso davanti alla Commissione del Senato per la sicurezza interna. Convocato con un ordine di comparizione, ha letto una dichiarazione iniziale e poi, seguendo i suoi legali, ha ripetutamente invocato il Quinto Emendamento per non rilasciare dichiarazioni.