fbpx Nuovi geni per un mondo a colori | Page 20 | Scienza in rete

Nuovi geni per un mondo a colori

Primary tabs

Read time: 1 min

I maschi delle scimmie scoiattolo potranno vedere il mondo come le loro compagne, purché qualcuno li sottoponga allo stesso intervento di terapia genica a cui sono andati incontro due esemplari negli Stati Uniti. La visione a colori, peculiarità dei mammiferi più evoluti, richiede infatti più versioni del gene dell'opsina: uno serve a riconoscere il blu, l'altro il rosso, l'altro il verde. Nelle scimmie della specie Saimiri sciureus uno di questi geni, situato su un cromosoma autosomico, è comune a tutti, ma di quelli posti sui cromosomi X i maschi possono ovviamente avere un'unica versione. Ecco perché sono naturalmente daltonici.  Un gruppo di ricercatori statunitensi è però riuscito con successo, in due di questi animali, a rimpiazzare il gene mancante iniettandolo direttamente nella retina, attraverso un vettore virale. Prima di trasferire questa tecnica all'uomo, tuttavia, la sua sicurezza andrà ben accertata, soppesando i rischi di una cura di questo tipo con i limiti, tutto sommato modesti, legati al daltonismo.

Published online 16 September 2009 | Nature | doi:10.1038/news.2009.921

Autori: 
Sezioni: 
Daltonismo

prossimo articolo

I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.