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Novità sull’evoluzione umana

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L'età paterna potrebbe influenzare la salute del nascituro. Secondo infatti una ricerca pubblicata dalla rivista Nature Genetics problemi come autismo e schizofrenia potrebbero essere ricondotti proprio alla scelta di rimandare il momento in cui diventare genitori. L'analisi coordinata dall'azienda islandese Decode Genetics ha esaminato l'intero genoma di 85.289 islandesi. E’ stato analizzato il DNA di 78 famiglie composte da madre, padre e figlio, genitori con un'età media di circa trent'anni, per verificare quante mutazioni genetiche venivano trasmesse da una generazione all'altra.  "La maggior parte delle mutazioni vengono da padre”, ha detto David Reich, docente di genetica alla Harvard Medical School e responsabile dello studio. Sono state individuate infatti 3,3 mutazioni germinali paterne per ogni mutazione materna, lo studio ha anche trovato che il tasso di mutazione raddoppia quando i padri hanno un età compresa tra i 20-58 anni, ma che non vi è alcuna associazione con l'età nelle donne. I ricercatori hanno calcolato che ogni anno in più del padre corrisponde a circa due nuove mutazioni all'anno. Nella donna invece, che produce tutti gli ovuli entro la pubertà, le mutazioni sono sempre 15, indipendentemente dall'età.

“Molte di queste mutazioni sono probabilmente di tipo neutro, ha spiegato Kari Stefansson, amministratore delegato dell’islandese Decode Genetics, ma di tanto in tanto possono diventare deleterie e causare malattie come autismo e schizofrenia. Non a caso, abbiamo riscontrato che un padre quarantenne ha un rischio approssimativamente doppio di concepire un bambino autistico o schizofrenico rispetto ad un ventenne, anche se il rischio complessivo non supera comunque l’1%”.

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Genetica

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