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Non è tutta colpa della CO2

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I gas serra prodotti dalle attività umane e ritenuti responsabili del riscaldamento globale comprendono molte altre sostanze oltre all’anidride carbonica, su cui si sono finora concentrate le attenzioni degli esperti. Secondo Stephen Montzka, della National Oceanic and Atmospheric Administration di Boulder, in Colorado, che ha dedicato un’approfondita review su Nature all’argomento, non andrebbe sottovalutato tra gli altri il ruolo di metano, protossido d’azoto e clorofluorocarburi. Alcuni di questi gas hanno tra l’altro un tempo di durata nell’atmosfera molto inferiore a quella della CO2,  per cui, intervenendo sulle loro emissioni, si potrebbero ottenere risultati molto più rapidi che non tagliando la sola anidride carbonica proveniente dai combustibili fossili, provvedimento che comunque resta indispensabile per interrompere il fenomeno in maniera sostanziale.

Nature 2011; 476: 43

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I big data promettono di rivoluzionare la medicina, ma rischiano di nascondere più di quanto rivelino quando si tratta di curare il singolo paziente. Lorenzo Farina argomenta che gli small data - i dati «piccoli» abbastanza da essere compresi direttamente dal clinico - non sono un residuo del passato ma un elemento irrinunciabile della medicina di precisione. La vera sfida non è scegliere tra i due paradigmi, ma abbandonare l'approccio data-driven e tornare a ragionare per domande: prima la questione clinica, poi i dati necessari a rispondervi.

Gli small data sono definiti come quei dati di dimensione abbastanza «piccola» da poter essere immediatamente compresi da un essere umano, non tanto nella loro interpretazione che ovviamente ha sempre e necessariamente bisogno della analisi, ma nel loro significato biologico generale. Tipicamente, sono il risultato di esperimenti di laboratorio che non utilizzano macchine per l'analisi dei dati omici, bensì altre biotecnologie in grado di misurare relativamente «pochi» dati per provare a rispondere alla domanda che interessa.