fbpx Il no di Francesco Profumo | Page 14 | Scienza in rete

Il no di Francesco Profumo

Primary tabs

Read time: 2 mins

Senza l’accordo della comunità scientifica, non è previsto nessun finanziamento in favore della ricerca sulla fissione piezonucleare. E’ la risposta che il ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e Ricerca Profumo ha dato in merito alla vicenda degli studi sul piezonucleare, condotti presso l’Isituto Nazionale di Ricerca Metrologica, sulle pagine di ScienceInsider – la rubrica di politica della scienza di Science.

Negli scorsi giorni, la comunità scientifica è stata allertata da un appello promosso da Ezio Puppin - che ne ha spiegato le ragioni su Scienzainrete - per fermare gli eventuali finanziamenti. La petizione ha raccolto più di 1000 firme di ricercatori e scienziati autorevoli.

"Credo che la comunità scientifica si sia espressa molto chiaramente finora" - ha spiegato il ministro - "e spero che il nuovo Consiglio Direttivo dell'Istituto si muova nella giusta direzione, dato che l'Istituto ha una mission diversa da quella della ricerca piezonucleare".
Il programma dell’Istituto prevederebbe una richiesta al Miur di un finanziamento per questo settore di ricerca pari a 500mila euro per 3 anni, sulla base dei fondi complessivi previsti per il programma nucleare. Profumo ha voluto anche precisare di non aver, tuttavia, ancora ricevuto personalmente nessuna richiesta di finanziamento sulla ricerca piezonucleare dall'Inrim.

Il ministro era stato, inoltre, coinvolto personalmente nelle polemiche per un suo presunto tentativo di nominare Fabio Cardone, un collaboratore di Alberto Carpinteri, per il direttivo dell’Inrim. Anche su questo, la risposta fornita conferma una ‘distanza’, precisando di aver gia' proposto altre due candidature per la posizione vacante: si tratterebbe di Elisabeth Giacobino, della Universita' di Parigi VI, e di Ernst Gabel, gia' presidente dell'Istituto di Metrologia tedesco.

Autori: 
Sezioni: 
Piezonucleare
Materiali correlati: 

prossimo articolo

Il modello podolico: biodiversità e allevamento sostenibile

Vacca podolica e vitello

L’allevamento estensivo del bovino podolico, diffuso nell’Appennino meridionale, mostra come benessere animale, qualità dei prodotti e biodiversità possano convivere. Una razza meno produttiva delle specializzate, ma capace di valorizzare pascoli e territori marginali: per questo tutelarla è una questione pubblica, non solo del singolo allevatore, e richiede una politica che protegga l’intero modello agroecologico che l’ha custodita.

Vacca podolica con vitello. Riccardo Orl, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il crescente riconoscimento degli animali come esseri senzienti, insieme all’evoluzione delle politiche europee in materia di benessere animale e sostenibilità, ha reso necessaria una nuova valutazione dei modelli di allevamento tradizionali. In questo contesto, l’allevamento della razza podolica rappresenta un caso di studio particolarmente interessante.