Le regine delle termiti hanno una doppia modalità di riproduzione. La più nota è sessuata, e dà origine a insetti maschi e femmine destinati al lavoro e alla difesa della colonia, ma quella appena scoperta da ricercatori statunitensi e giapponesi è asessuata e finalizzata solo a produrre altre future regine. Queste si potranno a loro volta accoppiare con il re maschio producendo una prole molto più numerosa, senza i rischi della consanguineità. In molte colonie della specie Reticulitermes speratus, infatti, manca la regina primaria mentre sono presenti molti re e molte regine secondarie: analizzando i geni degli insetti gli studiosi hanno dimostrato che le regine sono tutte identiche tra loro e alla regina primaria, ma non hanno nulla un comune con i re, diversamente dagli altri insetti della colonia. Ciò suggerisce una riproduzione asessuata, mai descritta prima nelle termiti e comunque rara tra gli insetti. Ora bisognerà capire se il fenomeno riguarda anche altre specie e se può essere sfruttato per combattere la proliferazione delle termiti, che in molti luoghi ha conseguenze economiche devastanti.
Niente sesso, siam termiti
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L’esodo dei dottori di ricerca dalle agenzie scientifiche USA

La mobilità è una caratteristica strutturale delle prime fasi della carriera scientifica, così come il ricambio generazionale legato ai pensionamenti. Ma l’equilibrio tra uscite e nuove assunzioni nelle agenzie federali statunitensi si è spezzato bruscamente con le politiche della presidenza Trump. Che, tra cancellazione di contratti, pressioni al prepensionamento e drastici annunci di tagli, hanno innescato un esodo senza precedenti di dottori di ricerca, lasciando segni profondi e duraturi nel sistema della ricerca pubblica.
Immagine di copertina elaborata da un'illustrazione di ChatGPT
Nel mondo della ricerca i primi anni sono caratterizzati da una notevole mobilità. Chi, ottenuto il dottorato di ricerca, inizia la carriera ha contratti temporanei ed è normale che, finito uno, ne inizi un altro, magari in un altro istituto, in un’altra università, in un’altra città, oppure in un'altra nazione.
È anche normale che non tutti e tutte continuino sulla strada iniziata: a volte si scopre che, dopo tutto, non era quella la carriera o l’impiego ideale.