Prima è diventato ufficiale l’addio di Francesco Colotta, direttore ricerca e sviluppo del Nerviano Medical Sciences, che si vociferava da tempo e da luglio lascerà il Centro; poi si è concluso e firmato a Washington l’accordo che libera il centro di ricerca oncologica dell’hinterland milanese dall'accordo con Pfizer. Sebbene infatti il distacco dal colosso farmaceutico statunitense risalga al 2004, l’azienda deteneva un diritto di prelazione nei confronti dei risultati ottenuti a Nerviano (quello che in gergo si chiama right of first refusal). Una clausola che secondo i dirigenti del centro di Nerviano scoraggiava gli investimenti da parte di altri soggetti potenzialmente interessati, istituzionali o industriali che fossero. E’ a questi possibili partner che ora guardano i 530 tecnici e 170 ricercatori che lavorano nel centro, nella speranza di poter uscire finalmente dall’emergenza finanziaria che, indipendentemente dai promettenti risultati scientifici, continua a mantenere i lavoratori col fiato sospeso.
Nerviano: è l'ora dei divorzi
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Google vuole portare i data center nello spazio

I data center necessari all’intelligenza artificiale consumano enormi quantità di energia e acqua e incontrano una crescente opposizione nelle comunità che dovrebbero ospitarli. Così, la soluzione immaginata dai giganti tecnologici è spostare almeno una parte della potenza di calcolo in orbita, sfruttando l’energia continua del Sole: Google si prepara a sperimentare chip per l’AI nello spazio, primo passo verso costellazioni di satelliti capaci di funzionare come un gigantesco data center. Ma restano problemi tecnici, costi enormi e nuovi interrogativi ambientali.
Immagine di copertina realizzata con ChatGPT
Pochi argomenti suscitano la contrarietà di tutti i partiti politici come la costruzione di nuovi data center. Benché siano un'infrastruttura necessaria per lo sviluppo della'AI, che viene considerata strategica a tutti gli effetti, gli abitanti delle aree interessate non li vogliono nel modo più assoluto. Sono strutture che, per funzionare, necessitano di enormi quantità di energia elettrica accoppiata ad altrettanta acqua, utilizzata per raffreddare i circuiti.