fbpx Narcolessia autoimmune | Page 17 | Scienza in rete

Narcolessia autoimmune

Primary tabs

Read time: 1 min

E' una reazione autoimmune a far cadere addormentata, nei momenti più impensati, una persona su 2.000, tanti si calcola siano coloro che soffrono di narcolessia. A dire il vero, che in qualche modo, all'origine di questa condizione, intervenisse il sistema immunitario, era già stato sospettato dall'associazione tra la malattia e una determinata variante HLA. Ora, però, un gruppo di ricercatori guidati da Emmanuel Mignot, direttore dello Stanford's Center for Narcolepsy dell'omonima università, ha fatto un ulteriore passo avanti: dall'analisi genetica di 1.800 persone con la variante nota dell'HLA, gli studiosi californiani hanno individuato una seconda mutazione legata alla malattia, che riguarda il gene per il recettore alfa dei linfociti T. Le due anomalie potrebbero concorrere alla distruzione dei cosiddetti neuroni dell'ipocretina, un ormone che interviene nei cicli del sonno favorendo lo stato di veglia.

Nature Genetics pubblicato online il 3-5-2009 doi:10.1038/ng.372

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Genetica

prossimo articolo

Nepal, quando una montagna diventa un’alluvione

Dal collasso di roccia e ghiaccio sul Langtang Lirung alla piena catastrofica: che cosa sappiamo, che cosa resta incerto e che ruolo può avere avuto il riscaldamento dell’alta montagna. E sopratutto cosa fare per capire meglio e anticipare immani catastrofi come questa. Ne scrive Giorgio Vacchiano.
Immagine satellitare dell'area interessata dall'alluvione, da USGS EarthExplorer, https://earthexplorer.usgs.gov/

Il disastro che il 26 agosto 2026 ha colpito il Nepal e il Tibet non è stato una normale alluvione provocata semplicemente da precipitazioni estreme, e nemmeno, propriamente, il solo “crollo di un ghiacciaio”. Le evidenze disponibili indicano una catena di processi iniziata oltre cinquemila metri di quota con il cedimento congiunto di roccia e ghiaccio sul versante settentrionale del Langtang Lirung.