fbpx MUSE: l'archiscienza a Trento | Page 4 | Scienza in rete

MUSE: l'archiscienza a Trento

Primary tabs

Read time: 2 mins

Non è necessario essere appassionati di scienza per visitare il nuovo Museo delle Scienze di Trento. Potreste voler constatare come Renzo Piano ha trasformato a livello urbanistico l'area ex-Michelin, con la realizzazione non solo del museo ma anche di un grande parco urbano, di un centro residenziale e di uno commerciale.

 

 

 

 

 

Potreste voler accertare come l'ardito design si coniughi con il risparmio energetico, grazie ad un sistema di pannelli solari e pozzi geotermici. Potreste essere appassionati di montagna e voler fare per una volta un'ascensione indoor, in questo edificio che ricorda la verticalità delle montagne, e soffermarvi sulla composizione di una roccia, guardare negli occhi un rapace, calarvi nei panni di uno scalatore sul Nanga Parbat.

Ma anche se non vi interessa la scienza, è difficile non lasciarsi coinvolgere. L'entusiasmo dei bambini presenti fa da traino. E allora anche i genitori e i nonni provano a sdraiarsi su un letto di chiodi, a cavalcare un giroscopio, a dare comandi ad un computer usando gli occhi, a costruire fiocchi di neve. Dopo l'esperienza si cerca di capire perché succede, secondo quel principio del learning by doing spesso bistrattato nella scuola italiana. In un giusto equilibrio tra guardare e toccare, il MuSe propone – nei suoi 12.000 mq – anche esposizioni più classiche, ripercorrendo una storia lunga 5 miliardi di anni, tra orme fossili e ricostruzioni di dinosauri.

In questo viaggio nel tempo che ci fa incontrare i nostri antenati, realisticamente ricostruiti mentre sono intenti alle loro attività quotidiane, non manca una riflessione sul presente e sull'impatto delle nostre abitudini sul Pianeta azzurro (che, appeso al soffitto, sovrasta il visitatore come un monito). Quanta acqua ci vuole per fabbricare un paio di jeans? Qual è l'impatto dell'allevamento delle capre da cachemire sull'ambiente? Quanta spazzatura tecnologica produciamo e che fine fa? I visitatori si soffermano e commentano stupefatti. La conoscenza vera è sempre propedeutica ad un'azione più consapevole. Si spera anche più responsabile.

Il sito del museo: http://www.muse.it/





Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Musei

prossimo articolo

Eclissi: perché solo la Terra può vedere il Sole sparire

eclissi solare

Il 12 agosto un’eclissi parziale di Sole offrirà uno spettacolo eccezionale, soprattutto nel Nord Italia, dove il disco solare sarà oscurato per oltre il 90%. Dietro questo evento si nasconde una straordinaria coincidenza cosmica: Sole e Luna appaiono grandi allo stesso modo nel nostro cielo, una condizione unica nel Sistema solare. Patrizia Caraveo spiega come nascono le eclissi, perché sono così rare da un luogo preciso della Terra e perché continuano ad affascinare gli astronomi - oltre a milioni di appassionati.

In attesa dell’eclissi del 12 agosto che, poco prima del tramonto, oscurerà parzialmente il Sole con una preferenza per le regioni del nord Italia (che potranno godere di oltre il 90% di copertura del disco solare), forse è il caso di spolverare i ricordi di astronomia per apprezzare come l’eclisse ci renda unici nel sistema solare.