fbpx Materia oscura: un nuovo indizio dall'esperimento CDMS | Page 29 | Scienza in rete

Materia oscura: un nuovo indizio dall'esperimento CDMS

Primary tabs

Read time: 2 mins

Durante il meeting dell’American Physical Society di Denver, lo scorso 13 aprile, il portavoce di un team di ricerca del Massachusets Institute of Technology di Cambridge ha presentato i risultati di un lavoro, pubblicato su arXiv, che mostra nuovi indizi della presenza di materia oscura. Non si tratta però di un’osservazione di spazi cosmici, ma di eventi registrati dall’esperimento CDMS-II (Cryogenic Dark Matter Research) nelle profondità di una ex miniera del Minnesota. I rilevatori al silicio, raffreddati a una temepratura di 40 millikelvin (quasi allo zero assoluto), hanno osservato 3 segnali anomali, così come successo in precedenza per due eventi nel 2010 nello stesso esperimento. Questi possono, probabilmente, essere ricondotti a collisioni tra particelle ordinarie e le WIMPS (Weakly Interactive Massive Particles), ovvero quelle che, in teoria, costituiscono l’ipotetica materia oscura.

Per il momento, però, continua a rimanere una teoria, perché proprio il livello di probabilità di questi dati non consente, ancora, di parlare di scoperta. In termini strettamente statistici, il team guidato da Kevin Mc Carthy ha raggiunto infatti una confidenza di appena 3 sigma, due livelli sotto la soglia di sicurezza richiesta per distinguere il segnale dal rumore di fondo. Secondo i dati del Minnesota, la massa delle WIMP sarebbe inoltre più bassa dei valori predetti dalla formulazione teorica.

Queste collisioni sono eventi molto rari e difficili da osservare. Per questo, anche se non si tratta di una vera scoperta, i nuovi dati del CDMS-II contribuiscono comunque in modo importante alla ricerca della materia oscura prevedendo nuove osservazioni, una sfida che vede protagonisti anche gli esperimenti LUX in South Dakota e gli esperimenti XENON e DAMA al Gran Sasso, oltre alla Stazione Spaziale Internazionale ISS.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Fisica

prossimo articolo

Radiati per l’antiscienza, la politica vuole riaprire loro l’Ordine

sedia con camice e porta aperta

Un emendamento approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera consentirebbe ai sanitari radiati per fatti legati alla pandemia di chiedere la reiscrizione all’Ordine. Non riguarda i medici sospesi perché non vaccinati, ma professionisti colpiti da sanzioni disciplinari anche per aver promosso pratiche e terapie prive di basi scientifiche. La Fnomceo protesta: per il presidente Filippo Anelli è una delegittimazione degli Ordini e un affronto a chi ha curato e perso la vita durante il Covid. La questione va anche oltre i singoli casi: in gioco c’è l’autonomia della professione nel tutelare i pazienti.

Immagine di copertina realizzata con ChatGPT

Radiati dall’Ordine, riammessi dalla politica. E l’Ordine, giustamente, protesta. Ieri, 14 luglio, la Commissione Affari Sociali della Camera ha infatti approvato un emendamento che, se diventasse legge, riaprirebbe la porta dell’Ordine dei medici ai sanitari che erano stati radiati per fatti legati alla pandemia di Covid. La norma ha la prima firma della deputata di Fratelli d'Italia Alice Buonguerrieri ed è stata inserita all'interno della legge delega di riforma delle professioni sanitarie.