fbpx La materia oscura c'è | Page 12 | Scienza in rete

La materia oscura c'è

Primary tabs

Read time: 2 mins

Mentre in uno studio presentato il mese scorso un team annunciava, con comprensibile agitazione dei cosmologi, che nei paraggi del Sole praticamente non v'era traccia di materia oscura, in un nuovo lavoro due astrofisici di Princeton correggono il tiro e tutto ritorna come prima.

Qualche settimana fa Christian Moni Bidin (University of Concepcion – Cile) e tre collaboratori avevano presentato un paper (accettato per la pubblicazione da Astrophysical Journal e consultabile a questo link) in cui, valutando il moto di oltre 400 stelle entro 13 mila anni luce dal Sole, concludevano di non aver rilevato l'influenza di materia oscura. La materia visibile, insomma, era perfettamente in grado di spiegare quelle orbite e non era necessario – almeno per i paraggi del Sole – ipotizzare l'esistenza di materia oscura. Il modello che prevede che questa elusiva componente sia un elemento chiave del mantenimento della struttura delle galassie e della loro dinamica era dunque messo in seria discussione.

La preoccupazione dei cosmologi non è però durata neppure due mesi. A metà maggio, infatti, Jo Bovy e Scott Tremaine (Institute for Advanced Study di Princeton) hanno reso pubblico e proposto per la pubblicazione ad Astrophysical Journal un loro studio (consultabile a questo link) nel quale sostengono che la precedente analisi era affetta da un errore molto sottile ma cruciale. Nel loro studio, Moni Bidin e collaboratori ipotizzavano che le stelle percorrevano le loro orbite alla stessa velocità, una caratteristica che viene però contestata da Bovy e Tremaine: stelle come quelle considerate orbitano lontano dal disco galattico e dunque il loro moto non può essere così regolare.

Secondo i due astrofisici di Princeton questa valutazione ha indotto Moni Bidin a sottostimare l'ammontare complessivo di materia nei dintorni del Sole, il che spiega come mai la presenza di materia oscura diventasse inutile. Rianalizzando sotto questa luce gli stessi dati, Bovy e Tremaine hanno ottenuto valori in linea con le precedenti stime della materia oscura.

New Scientist

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.