fbpx Maryam Mirzakhan vince la medaglia Fields | Page 16 | Scienza in rete

Maryam Mirzakhan vince la medaglia Fields

Primary tabs

Read time: 2 mins

Per la prima volta nella storia una donna vince la Medaglia Fields, il più prestigioso premio nel campo della matematica. La medaglia, che viene assegnata ogni 4 anni a quattro specialisti che si sono distinti nel campo dei numeri, è andata all'iraniana Maryam Mirzakhan.
Laureata ad Harvard nel 2004 e professoressa all'Università di Stanford in California, è una specialista della geometria delle forme inusuali e ha scoperto nuovi metodi per calcolare il volume di oggetti con superfici iperboliche, come ad esempio una sella da cavallo. 

Mirakhani era stata già insignita di altri importanti riconoscimenti nel 2009 e poi nel 2013. Ma la Medaglia Fields, resa celebre tra l'altro dal film "Genio ribelle" al quale partecipò Robin Williams, è il punto più alto nella carriera di un matematico. Prima di lei, a riceverlo erano stati 52 uomini. "E' un grande onore", ha detto l'iraniana, che vive a Stanford con il marito e un figlio, "sono felice di poter dare coraggio alle donne che si occupano di scienza e di matematica e sono sicura che molte altre colleghe lo vinceranno nei prossimi anni".
Il premio del valore di 15.000 dollari canadesi viene assegnato dalla International Mathematical Union (Imu) a persone al di sotto dei 40 anni che dimostrano talento eccezionale nella matematica.
Nel corso della cerimonia, che si è svolta nella Corea del Sud, sono stati premiati anche Martin Hairer, un austriaco di 38 anni che lavora presso l'Università di Warwick in Inghilterra, Manjul Bhargava, della Princeton University e Artur Avila ricercatore franco-brasiliano di 35 anni che lavora all'Istituto di Matematica di Jussieu a Parigi

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Matematica

prossimo articolo

Il cervello non è fatto per capire: la rivoluzione invisibile delle neuroscienze

puzzle di cervello su sfondo geometrico

"Il cervello non è fatto per capire" (Edizioni Dedalo), di Francesco Orzi, ci porta dentro una rivoluzione silenziosa: quella che ha mostrato come la mente umana non sia progettata per conoscere, ma per sopravvivere. Attraverso celebri esperimenti cognitivi, dal Monty Hall al problema di Linda, mostra una verità scomoda: gli errori non sono eccezioni ma strutture profonde del nostro modo di pensare, radicate nei meccanismi neurali che guidano il nostro pensiero. Aiutandoci a fare un passo in più verso la lucidità.

Nella storia delle scienze, alcune rivoluzioni cambiano tutto senza che quasi nessuno se ne accorga. La teoria della relatività e la meccanica quantistica hanno trasformato la fisica nel primo Novecento, e il loro impatto culturale - benché lento - è diventato parte dell'immaginario collettivo.