fbpx Mars Attacks! | Page 31 | Scienza in rete

Mars Attacks!

Primary tabs

Read time: 2 mins

Le analisi chimiche condotte da un team di esperti hanno confermato che alcuni frammenti di roccia rinvenuti nei pressi di Tata (Marocco) sono di origine marziana e sono quasi certamente da associare a una caduta meteoritica osservata lo scorso luglio.

Sono da poco passate le 2 del mattino del 13 luglio 2011 quando gli abitanti della regione di El Galâb e molti residenti nella cittadina di Tata vengono bruscamente destati da una forte detonazione e vedono un oggetto luminoso attraversare il cielo in direzione est. A quattro mesi di distanza – verso la fine di dicembre – comincia a circolare con insistenza tra i collezionisti la voce di nuove meteoriti provenienti da Tata. Un gruppo di ricercatori della Facoltà di Scienze di Agadir decide di vederci chiaro e riesce a recuperare, grazie a un abitante del luogo, un piccolo esemplare di quei meteoriti.

Viene immediatamente contattato un team di esperti che, coordinati da Chris Herd (University of Alberta), sottopongono il campione alle necessarie analisi chimiche e fisiche. La conclusione, ufficializzata nei giorni scorsi dall'International Society for Meteoritics and Planetary Science, è che siamo in presenza di una roccia sicuramente proveniente da Marte la cui composizione è molto simile a quella delle Shergottiti. Dalle notizie raccolte finora, si valuta che la caduta osservata in luglio abbia depositato sul nostro pianeta almeno 7 chili di frammenti di rocce marziane, il più grande dei quali ha un peso di circa un chilogrammo.

Tempi davvero fortunati per i cacciatori di meteoriti. L'estrema rarità dei sassi di Marte fa sì che le quotazioni di questi reperti siano davvero esorbitanti: il prezzo di mercato di un frammento di una trentina di grammi può infatti oscillare tra gli 8000 e i 17 mila euro. Non è dunque un caso che da gennaio la regione di El Galâb sia meta di una vera e propria invasione di cacciatori di meteoriti, tutti speranzosi che di quel bombardamento da Marte sia rimasto qualcosa anche per loro.

PhysOrg.com

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Meteoriti

prossimo articolo

Caldo estremo: che cosa si intende con "adattamento"?

vista di area urbana

Temperature record, ondate di calore sempre più letali, e continuiamo a ripeterci che «ci adatteremo». Ma quando si parla di adattamento bisogna fare una distinzione fondamentale, perché climatizzatori, città più verdi, sistemi di allerta e cambiamenti nelle abitudini non sono adattamento biologico. Sono strategie indispensabili di protezione da un ambiente che cambia a una velocità senza precedenti ma, mentre il clima si riscalda nell’arco di pochi decenni, l’evoluzione umana procede in migliaia di anni. Confondere questi due tempi rischia di trasformare una necessità politica e sociale urgente in una pericolosa rassicurazione.

Le temperature record si susseguono, le notti tropicali diventano la norma, le città si trasformano in trappole di calore e gli ospedali registrano un aumento di accessi, ricoveri e decessi legati alle ondate di calore. Eppure, di fronte a questo scenario, una parola continua a essere ripetuta con sorprendente leggerezza: adattamento.

Viene spesso scritto o detto «tranquilli, ci adatteremo»: le città si adatteranno, l'agricoltura si adatterà, le persone si adatteranno.