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Mars Attacks!

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Le analisi chimiche condotte da un team di esperti hanno confermato che alcuni frammenti di roccia rinvenuti nei pressi di Tata (Marocco) sono di origine marziana e sono quasi certamente da associare a una caduta meteoritica osservata lo scorso luglio.

Sono da poco passate le 2 del mattino del 13 luglio 2011 quando gli abitanti della regione di El Galâb e molti residenti nella cittadina di Tata vengono bruscamente destati da una forte detonazione e vedono un oggetto luminoso attraversare il cielo in direzione est. A quattro mesi di distanza – verso la fine di dicembre – comincia a circolare con insistenza tra i collezionisti la voce di nuove meteoriti provenienti da Tata. Un gruppo di ricercatori della Facoltà di Scienze di Agadir decide di vederci chiaro e riesce a recuperare, grazie a un abitante del luogo, un piccolo esemplare di quei meteoriti.

Viene immediatamente contattato un team di esperti che, coordinati da Chris Herd (University of Alberta), sottopongono il campione alle necessarie analisi chimiche e fisiche. La conclusione, ufficializzata nei giorni scorsi dall'International Society for Meteoritics and Planetary Science, è che siamo in presenza di una roccia sicuramente proveniente da Marte la cui composizione è molto simile a quella delle Shergottiti. Dalle notizie raccolte finora, si valuta che la caduta osservata in luglio abbia depositato sul nostro pianeta almeno 7 chili di frammenti di rocce marziane, il più grande dei quali ha un peso di circa un chilogrammo.

Tempi davvero fortunati per i cacciatori di meteoriti. L'estrema rarità dei sassi di Marte fa sì che le quotazioni di questi reperti siano davvero esorbitanti: il prezzo di mercato di un frammento di una trentina di grammi può infatti oscillare tra gli 8000 e i 17 mila euro. Non è dunque un caso che da gennaio la regione di El Galâb sia meta di una vera e propria invasione di cacciatori di meteoriti, tutti speranzosi che di quel bombardamento da Marte sia rimasto qualcosa anche per loro.

PhysOrg.com

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