fbpx Malaria, minaccia molto antica | Scienza in rete

Malaria, minaccia molto antica

Primary tabs

Read time: 1 min

Dopo l'accurata analisi genetica di centinaia di campioni, uno studio internazionale suggerisce che il parassita responsabile della malaria sia molto più antico di quanto supposto finora e il suo adattamento all'uomo sia avvenuto prima che i nostri antenati abbandonassero l'Africa.
Con questa ricerca, pubblicata su Current Biology e frutto dello studio di ricercatori provenienti da 13 differenti Istituti sparsi in quattro continenti, si è voluto provare a comprendere da quanto tempo la terribile infezione trasmessa dalla zanzara anofele minacci il genere umano. Per verificare se fosse o meno corretta l'ipotesi che colloca a 10 mila anni fa il prepotente ingresso della malaria nella storia umana, i ricercatori hanno esaminato il DNA di centinaia di campioni, individuando le variazioni genetiche all'interno di parassiti provenienti dall'Africa occidentale, dall'Asia e dall'Oceania.
Secondo gli autori dello studio la distribuzione delle diversità genetiche riscontrate non solo conferma che il ceppo originario proviene dall'Africa, ma si adatta benissimo alle migrazioni che hanno portato i nostri antenati ad abbandonare quel continente per diffondersi su tutta la Terra. Dallo studio, insomma, si avrebbe la conferma che quando il genere umano abbandonò l'Africa, tra i 50 e 60 mila anni fa, il Plasmodium falciparum, il terribile parassita che ancora ai nostri giorni miete oltre un milione di vittime ogni anno, divenne suo inseparabile compagno di viaggio.

Science

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Epidemiologia

prossimo articolo

L’ONU propone di usare proiezioni più realistiche di quella di Mercatore

Illustrazione in tre fasi che mostra la Terra trasformarsi in un palloncino e poi in un palloncino appiattito

Creare una carta geografica trasferendo la superficie curva della Terra su un piano senza deformarla è geometricamente impossibile. La proiezione di Mercatore, a cui siamo tutti abituati, è nata per favorire la navigazione e dilata progressivamente le superfici all’aumentare della latitudine. Risultato: la Groenlandia risulta grande come l’Africa, che nella realtà la supera in dimensioni di ben 15 volte. L’ONU ha recentemente approvato una risoluzione che invita a privilegiare proiezioni cartografiche equivalenti, cioè capaci di conservare le proporzioni tra le aree.

Una carta geografica è sempre, in una certa misura, una approssimazione. Non perché i cartografi vogliano ingannarci, ma perché trasferire la superficie curva della Terra su un piano senza deformarla è geometricamente impossibile.