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Malaria, minaccia molto antica

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Dopo l'accurata analisi genetica di centinaia di campioni, uno studio internazionale suggerisce che il parassita responsabile della malaria sia molto più antico di quanto supposto finora e il suo adattamento all'uomo sia avvenuto prima che i nostri antenati abbandonassero l'Africa.
Con questa ricerca, pubblicata su Current Biology e frutto dello studio di ricercatori provenienti da 13 differenti Istituti sparsi in quattro continenti, si è voluto provare a comprendere da quanto tempo la terribile infezione trasmessa dalla zanzara anofele minacci il genere umano. Per verificare se fosse o meno corretta l'ipotesi che colloca a 10 mila anni fa il prepotente ingresso della malaria nella storia umana, i ricercatori hanno esaminato il DNA di centinaia di campioni, individuando le variazioni genetiche all'interno di parassiti provenienti dall'Africa occidentale, dall'Asia e dall'Oceania.
Secondo gli autori dello studio la distribuzione delle diversità genetiche riscontrate non solo conferma che il ceppo originario proviene dall'Africa, ma si adatta benissimo alle migrazioni che hanno portato i nostri antenati ad abbandonare quel continente per diffondersi su tutta la Terra. Dallo studio, insomma, si avrebbe la conferma che quando il genere umano abbandonò l'Africa, tra i 50 e 60 mila anni fa, il Plasmodium falciparum, il terribile parassita che ancora ai nostri giorni miete oltre un milione di vittime ogni anno, divenne suo inseparabile compagno di viaggio.

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