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Malanni e parenti del faraone

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Una ricerca pubblicata su JAMA toglie un po’ di mistero alla figura di Tutankhamon, dimostrando che aveva patologie ossee e aveva sofferto di malaria, una malattia che potrebbe essere stata causa della sua morte prematura, a soli 19 anni. Nel corso degli anni sono state avanzate molte teorie sulle cause del decesso e sull’aspetto del giovane faraone. Dall’analisi delle sue raffigurazioni era stato ipotizzato che fosse portatore di una sindrome di Marfan o soffrisse di ginecomastia: «Niente di tutto questo» hanno escluso gli autori dello studio, a cui hanno partecipato anche ricercatori di Bolzano. E’ possibile che l’aspetto effeminato delle immagini dipendesse da una scelta stilistica che voleva idealizzare la figura del sovrano. «Abbiamo invece trovato geni come STEVOR, AMA1, o MSP1, tipici di Plasmodium falciparum, oltre ai segni della malattia di Kohler di tipo II, un’osteocondrosi che però di per sé non poteva essere responsabile della morte».

Anomalie ossee sono state riscontrate anche in altre mummie, la cui identificazione era sconosciuta o dubbia, e che oggi hanno finalmente un nome: dall’esame del DNA, del gruppo sanguigno e delle caratteristiche radiologiche e antropologiche dei resti, gli scienziati hanno potuto individuare o confermare quali appartengono con ogni probabilità ad Akhenaton, padre di Tutamnkhamon, alla madre e alla nonna paterna.

JAMA 2010; 303: 638

Autori: 
Sezioni: 
Egittologia

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The sea: il mare come diritto e come sogno

Screenshot dal film The sea

Il dodicenne palestinese Khaled viene respinto al checkpoint, unico in tutta la classe, perché ha partecipato a una manifestazione: per lui quel giorno sarà impossibile vedere il mare. Ma il desiderio rimane, potente, come racconta il regista Shai Carmeli-Pollak nel film The Sea. Un’ora e mezza di buon cinema, coinvolgente, girato da un israeliano e da una troupe mista e prodotto dal palestinese Baher Agbariya.

Immagine: screenshot dal film The sea

Un bambino al mare

Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare.
A Ferragosto lo vado a prendere
in treno a Ostia lo voglio portare.

“Ecco, guarda”, gli dirò
“questo è il mare, pigliatene un po’!”.

Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà
il mare intero si prenderà.

Gianni Rodari