fbpx Una lontanissima galassia a spirale | Scienza in rete

Una lontanissima galassia a spirale

Primary tabs

Read time: 2 mins

L'analisi di 306 galassie osservate in un'epoca in cui l'universo aveva solamente 3 miliardi di anni mette in luce l'eccezionale presenza di una galassia caratterizzata da una chiara struttura a spirale.

Se le galassie a spirale costituiscono la normalità nell'universo locale, esse diventano sempre più rare man mano ci si allontana nello spazio e nel tempo rendendo dunque l'individuazione della galassia Q2343-BX442 un evento davvero fuori del comune. L'annuncio dell'importante scoperta è stato pubblicato su Nature da David Law (University of Toronto) e collaboratori ed è frutto di accurate osservazioni con il telescopio spaziale Hubble e di delicate analisi spettroscopiche con il telescopio Keck II.

Gli astronomi stavano studiando un gruppo di galassie poste tutte alla medesima distanza e hanno notato che una di esse, grande più o meno come la metà della Via Lattea, mostrava la caratteristica struttura a spirale. Le analisi effettuate con il telescopio hawaiiano Keck II e il suo spettrografo OSIRIS hanno confermato che non si trattava di un miraggio, ma che quei bracci erano reali e ruotavano intorno al nucleo centrale.

Secondo Law e collaboratori all'origine della struttura vi sarebbe il passaggio ravvicinato di una galassia nana (individuata nelle immagini) che avrebbe disturbato BX442 inducendo la formazione di bracci a spirale. Basandosi su simulazioni numeriche, gli astronomi ritengono che la struttura sia di breve durata e destinata a scomparire in meno di 100 milioni di anni. Questo spiegherebbe l'incredibile rarità di simili strutture tra le galassie che popolano il giovane universo.

Sky & Telescope

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Ripristinare la natura: all’Italia non basta un elenco di misure

Roccia modellata dall'acqua che cade a picco sul mare

Il Piano italiano di ripristino della natura raccoglie oltre duemila misure, ma non dimostra ancora che siano sufficienti a raggiungere gli obiettivi europei. Un terzo è privo di stima finanziaria e le garanzie urbane sono state gravemente indebolite. Alcuni progetti ben definiti e un monitoraggio ambizioso convivono con queste lacune. Crediti immagine: Ciro di Lauro su Unsplash
 

Tre sbarramenti alti fra un metro e mezzo e due metri interrompono l’alto corso del Mingardo, nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Incorporano gli attraversamenti di un acquedotto. Una scheda tra le oltre 2000 contenute dalla bozza definitiva del Piano nazionale di ripristino della natura propone di eliminarli nell’ambito dell’ammodernamento della rete idrica. Prima entreranno in funzione i nuovi attraversamenti, progettati per lasciare libero il corso d’acqua, poi saranno demolite le vecchie strutture.