fbpx Lo zinco brucia l'olfatto | Page 4 | Scienza in rete

Lo zinco brucia l'olfatto

Primary tabs

Read time: 1 min

E' difficile pensare a qualcosa di più innocuo di uno spray nasale per il raffreddore, e per di più omeopatico. Invece la Food and Drug Administration ha messo in guardia i cittadini dall'uso dello Zicam, un prodotto a base di zinco che negli ultimi anni avrebbe provocato la perdita dell'olfatto in almeno 130 persone. «La menomazione» ha spiegato il portavoce dell'agenzia regolatoria statunitense, «oltre al fatto di essere permanente, può avere gravi conseguenze per la salute o risultare addirittura letale, per esempio perché impedisce di individuare una fuga di gas o puzza di bruciato in caso di incendio».

L'azienda produttrice, pur difendendo la sicurezza del suo prodotto, ha dichiarato che ne sospenderà provvisoriamente la vendita. Almeno fino a quando non avrà sottoposto all'ente governativo la documentazione scientifica che ne dimostra l'innocenza, cosa che non ha dovuto fare prima della messa in commercio visto che non si trattava di un vero e proprio medicinale. Nel frattempo, però le sue azioni in borsa sono crollate del 70 per cento.

Food and Drug Administration

Autori: 
Sezioni: 
Omeopatia
Materiali correlati: 

prossimo articolo

Meningioma e contraccettivi: il rischio dei titoli sul rischio

contraccettivi

Un aggiornamento di farmacovigilanza su due progestinici, desogestrel ed etonogestrel, associati a un piccolo aumento del rischio di meningioma, è diventato sui giornali un titolo allarmante sul «rischio di tumore al cervello». Il caso mostra quanto la sintesi giornalistica possa distorcere un dato di per sé rassicurante (la farmacovigilanza funziona) e perché comunicare bene il rischio conti quanto misurarlo correttamente.

Reproductive Health Supplies Coalition - Unsplash

Lo scorso 6 agosto, il quotidiano Open ha pubblicato un articolo dal titolo decisamente allarmante: «Contraccettivi, scatta l’allerta Aifa: rischio di tumore al cervello». È il genere di lancio acchiappa-click che può trasformare un aggiornamento di farmacovigilanza in una tempesta mediatica, con il pericolo di alimentare paure sproporzionate rispetto alle evidenze scientifiche e allontanare tante donne da una contraccezione sicura. Esperienze già fatte in passato.