fbpx L’interruttore della SM | Page 11 | Scienza in rete

L’interruttore della SM

Primary tabs

Read time: 1 min

Dopo aver scoperto il fattore di crescita della mielina, il gruppo di Carla Taveggia al San Raffaele di Milano ha individuato anche l’elemento che lo blocca. In sigla si chiama TACE (Tumor necrosis factor-α–converting enzyme) e nello studio appena pubblicato su Nature neuroscience ha dimostrato di degradare la neuregulina-1, responsabile del processo di mielinizzazione delle fibre nervose, inibendolo a livello dei nervi periferici. In colture di neuroni dei gangli della radice dorsale,  la neutralizzazione, tramite lentivirus, del gene che codifica per l’enzima accelera e aumenta la produzione di mielina; i motoneuroni di topi privati dello stesso gene mostrano un eccesso di mielinizzazione; la riduzione dell’attività dell’enzima ristabilisce un certo grado di rivestimento alle fibre di topi geneticamente carenti di neuregulina.

La scoperta offre quindi un nuovo bersaglio per terapie contro le malattie demielinizzanti, prima fra tutte la sclerosi multipla.

Nature neuroscience pubblicato online il 12 giugno 2011

Autori: 
Sezioni: 
Neuroscienze

prossimo articolo

Meningioma e contraccettivi: il rischio dei titoli sul rischio

contraccettivi

Un aggiornamento di farmacovigilanza su due progestinici, desogestrel ed etonogestrel, associati a un piccolo aumento del rischio di meningioma, è diventato sui giornali un titolo allarmante sul «rischio di tumore al cervello». Il caso mostra quanto la sintesi giornalistica possa distorcere un dato di per sé rassicurante (la farmacovigilanza funziona) e perché comunicare bene il rischio conti quanto misurarlo correttamente.

Reproductive Health Supplies Coalition - Unsplash

Lo scorso 6 agosto, il quotidiano Open ha pubblicato un articolo dal titolo decisamente allarmante: «Contraccettivi, scatta l’allerta Aifa: rischio di tumore al cervello». È il genere di lancio acchiappa-click che può trasformare un aggiornamento di farmacovigilanza in una tempesta mediatica, con il pericolo di alimentare paure sproporzionate rispetto alle evidenze scientifiche e allontanare tante donne da una contraccezione sicura. Esperienze già fatte in passato.