fbpx Via libera a CHEOPS | Page 5 | Scienza in rete

Via libera a CHEOPS

Primary tabs

Read time: 1 min

L'ESA ha dato il via libera a una nuova missione spaziale - con notevole partecipazione italiana - rivolta allo studio dei pianeti extrasolari. Il satellite si chiama CHEOPS e il lancio è previsto per il 2017.
Erano ben 26 le proposte di missioni presentate lo scorso marzo all'ESA e, dopo attenta valutazione dell'interesse scientifico e tecnologico e della fattibilità in tempi brevi di ciascuna, la scelta è caduta su CHEOPS (CHaracterizing ExOPlanets Satellite). Obiettivo della missione: gli esopianeti. Grazie a un sistema di misurazione a elevatissima precisione della luminosità di una stella, il satellite sarà in grado di rilevare eventuali transiti planetari, cioè i passaggi di un pianeta dinanzi al suo Sole. I dati permetteranno di ricostruire le caratteristiche salienti del pianeta, quali la sua massa e le sue dimensioni, offrendo in tal modo preziose indicazioni sulla sua struttura interna.
Davvero importante la partecipazione italiana a CHEOPS, con il contributo dell'Agenzia Spaziale Italiana, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica e dell'Università di Padova, presso la quale un nutrito gruppo di ricercatori si occupa di pianeti extrasolari. INAF e ASI costruiranno gli specchi del telescopio di bordo, si occuperanno della calibrazione del sistema di puntamento e della realizzazione dei sistemi di protezione dalla luce solare. Il satellite, infatti, verrà posto su un'orbita eliosincrona a 800 km di quota. La vita operativa di CHEOPS sarà di tre anni e mezzo.

ASI - ESA

Autori: 
Sezioni: 
Spazio

prossimo articolo

Continua la guerra di Trump alla scienza: università, NASA ed EPA fra gli obiettivi

provette di cui una rotta

L’offensiva dell’amministrazione di Trump contro la ricerca scientifica statunitense non si arresta: tagli drastici ai finanziamenti, licenziamenti di massa e nuove restrizioni su pubblicazioni e costi accademici stanno indebolendo università e agenzie federali. Mentre il Congresso tenta di arginare i danni, il sistema della ricerca resta sotto pressione e gli Stati Uniti rischiano di perdere la leadership globale - a vantaggio della Cina.

Il rapporto tra l’amministrazione Trump e la ricerca è tutt’altro che idilliaco. Il Presidente sa di non essere apprezzato dalla comunità scientifica e lui ricambia con la sua caratteristica attitudine a fare terra bruciata.