fbpx L'Emilia continua a tremare | Scienza in rete

L'Emilia continua a tremare

Primary tabs

Read time: 1 min

La scossa di terremoto avvertita questa sera alle 21:20:43 italiane, è sata descritta dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV come di magnitudo 5.1 e localizzata nel distretto sismico Pianura padana emiliana, a una profondità di 9.2 km. L'epicentro è a pochi chilometri a Nord di Mirandola, nei pressi di Novi di Modena, dove è crollato il campanile, già lesionato dai precedenti eventi.

I principali comuni appartententi alla zona coperta dal sisma di questa sera sono: Moglia (MN), Rolo (RE), Concordia sulla Secchia (MO), Novi di Modena (MO), San Possidonio (MO)

Continua intanto lo sciame di repliche, ma la prima scossa di magnitudo superiore a 5 risulta essere la più intensa, avvertita anche a Milano e Venezia.

Sequenza sismica del 3/06/2012 (fonte: www.ingv.it)

Qui sono consultabili i dettagli del sisma elaborati dall'USGS

AGGIORNAMENTO

Scossa superiori ai 3 gradi ritcher si sono registrate durante le ore della notte - all'1.39 e 1.40 con MI di 3.2 - e una a maggiore intensità, di MI 3.9,  alle 8.55 di questa mattina.

Grafico dell’andamento della sequenza aggiornato alle ore 09.00 del 4 giugno. In rosso l’andamento degli eventi nelle ultime 24 ore
(Fonte: INGVterremoti )

 

Sul Blog INGV Terremoti è disponibile il rapporto del terremoto del 20 maggio

Intervista a Warner Marzocchi dell'INGV
[video:http://www.youtube.com/watch?v=E8j6U63AA30]

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Terremoto

prossimo articolo

Cambiamenti climatici: l'adattamento non ostacoli la prevenzione

Pompieri all'opera

La retorica dell'adattamento rischia di far coincidere il controllo degli effetti del cambiamento climatico con l'intervento sulle sue cause. La sanità pubblica insegna che protezione e mitigazione non sono strategie alternative: senza la prevenzione primaria, ogni altra misura di tutela resta una rincorsa a un rischio destinato a crescere.

Sylvain Pedneault, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

Dopo l'intervento su Scienza in rete dedicato ad argomentare che quello che oggi viene spesso definito “adattamento” ai cambiamenti climatici non coincide con l'adattamento biologico della specie umana, ma piuttosto in strategie tecnologiche, urbanistiche e organizzative finalizzate a migliorare la convivenza con un ambiente sempre più ostile, ritengo utile compiere un ulteriore passo sul terreno della sanità pubblica.