fbpx Lebbra anche dagli armadilli | Scienza in rete

Lebbra anche dagli armadilli

Read time: 1 min

E’ finalmente svelato il mistero di come fanno a prendere la lebbra quella cinquantina di americani che ogni anno si ammalano anche senza aver mai viaggiato in zone endemiche come l’India, il Brasile, l’Africa, le Filippine o altre isole del Pacifico occidentale. I ricercatori del National Hansen’s Disease Program hanno infatti rivelato sul New England Journal of Medicine che l’analisi delle sequenze geniche dei Mycobacterium leprae isolati negli Stati Uniti non lascia dubbi: un caso su tre di quelli che insorgono negli Stati Uniti dipende da un contatto con gli armadilli che, soprattutto negli Stati del Sud, come Texas e Louisiana, c’è chi caccia, spella e mangia. E’ la prima dimostrazione di un’origine zoonotica della malattia, a sua volta portata probabilmente agli armadilli dai conquistadores al seguito di Cristoforo Colombo.

Al di là di tutto, il dato è comunque importante soprattutto ai fini della diagnosi: il fatto di non aver mai varcato i confini non sarà più una ragione per escludere la patologia, che nel mondo colpisce ancora ogni anno 250.000 persone. Davanti a sintomi sospetti i medici dovranno quindi indagare anche su queste eventuali strane abitudine alimentari, a meno che la diffusione della notizia, che ha avuto grande rilievo sui media d’oltreoceano, spinga questi originali buongustai a cambiare menu.

 

New England Journal of Medicine 2011; 364:1626-1633

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Zoonosi

prossimo articolo

Quando nasce davvero l’ambientalismo?

manifestazione ambientalista

"Silent Spring", di Rachel Carson, è diventato nel 1962 il simbolo della nascita dell’ambientalismo moderno. Ma già prima una serie di esperienze aveva cominciato a mettere in discussione la fiducia illimitata nella crescita economica e nel progresso tecnologico. Le ripercorre Stefano Nespor: dal movimento antinucleare alla nascita della IUCN e del WWF, dall’Anno geofisico internazionale al primo romanzo ecologista. Esperienze in cui scienziati, intellettuali e associazioni contribuirono (spesso indipendentemente gli uni dagli altri) a costruire una nuova consapevolezza: la natura non era soltanto una risorsa da sfruttare, ma un patrimonio da conoscere e proteggere.

Negli anni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale, entrambi i blocchi dei Paesi vincitori, i Paesi a economia di mercato e i Paesi socialisti, hanno posto in primo piano, anche se per diverse finalità, il medesimo obiettivo: la crescita economica e lo sviluppo. L’obiettivo per i primi era la realizzazione di un ordine economico internazionale basato sul libero mercato. Per i Paesi del blocco socialista era la realizzazione della futura società socialista.