fbpx L'aroma fa lo champagne | Scienza in rete

L'aroma fa lo champagne

Primary tabs

Read time: 1 min

Le goccioline che si alzano da una coppa di champagne contengono sostanze aromatiche diverse rispetto a quelle che si trovano nella bevanda. Il curioso studio non poteva che essere condotto, insieme con alcuni collegi tedeschi, da ricercatori francesi, in particolare dal Laboratoire d'Oenologie et Chimie Appliquée dell'Università di Reims, e dell'Institut Universitaire de la Vigne et du Vin-Jules Guyot dell'Università di Borgogna a Digione.

Le goccioline che si alzano da una coppa di champagne contengono sostanze aromatiche diverse rispetto a quelle che si trovano nella bevanda. Il curioso studio non poteva che essere condotto, insieme con alcuni collegi tedeschi, da ricercatori francesi, in particolare dal Laboratoire d'Oenologie et Chimie Appliquée dell'Università di Reims, e dell'Institut Universitaire de la Vigne et du Vin-Jules Guyot dell'Università di Borgogna a Digione. Quando un vino spumante è versato nel bicchiere, la miriade di bollicine che sale verso la superficie rilascia microscopiche goccioline nell'aria: gli enologi hanno esaminato con la spettroscopia di massa ad altissima risoluzione decine di sostanze contenute in questo materiale dimostrando che sono diverse da quelle contenute nel liquido. E' proprio  lo scoppio delle bollicine quindi a determinare l'aroma dello champagne.

Proc Natl Acad Sci 2009; 106: 16545

Autori: 
Sezioni: 
Chimica

prossimo articolo

La dignità della grazia

screenshot dal film La grazia

Nel suo ultimo film, il regista Paolo Sorrentino mette in scena i tormenti morali di un Presidente che deve decidere se concedere la grazia a due persone colpevoli di omicidio, seppure in circostanze attenuanti. Bisogna essere coraggiosi, oggi, per concedere la grazia, ma anche esigenti con se stessi e con gli altri. Eppure è un atto di gentilezza, una gioia per chi la riceve e per chi la concede.

Nell'immagine di copertina: uno screenshot dal film La grazia (2025), di Paolo Sorrentino

Il referendum sulla giustizia 2026 pone, a prescindere dal merito dei quesiti posti e dai pro e contra, che i diritti delle persone, della maggioranza, dei cittadini “comuni” siano, ancora una volta, ampiamente limitati perché il linguaggio della pubblica amministrazione e della giurisprudenza è troppo spesso incomprensibile. Non è solo l’uso del burocratese, ma anche del vocabolario antiquato e spesso farraginoso delle disposizioni di legge, forse alla base anche delle diverse interpretazioni delle leggi da parte degli stessi giuristi e, ovviamente, dei politici.