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La vaccinazione della discordia

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Dall'ottobre scorso Haiti è devastata da un'epidemia di colera che ha già causato 3.800 decessi e quasi 200 mila infettati. Mentre si vanno chiarendo le sue cause che, come hanno potuto acclarare i CDC americani, vanno quasi certamente ricercate nella contaminazione delle acque da parte di contingenti Onu provenienti dal Nepal, rimane la questione più importante da risolvere: come prevenire un'ulteriore espansione dell'infezione. All'argomento Nature nei giorni scorsi ha dedicato un dettagliato resoconto che ha messo in luce l'acceso dibattito in corso.

Sebbene da mesi si discuta sull'eventualità di procedere alla vaccinazione della popolazione contro il colera, a oggi manca ancora l'accordo sulle strategie da mettere in atto. Da una parte, le autorità internazionali propongono vaccinazioni mirate che coinvolgano poche decine di migliaia di persone. Dall'altra si chiede un'immunizzazione estesa a quasi tutta la popolazione, per quanto possano essere elevati i costi. Il problema non è soltanto la disponibilità di risorse, ma soprattutto quella di vaccini. L'unico vaccino anticolera attualmente approvato - e nel cui acquisto l'Oms ha già investito cospicue risorse - è disponibile soltanto in 250-300 mila dosi. Inoltre, benché il vaccino si sia dimostrato efficace nell'80 per cento dei soggetti in cui è stato usato, non è mai stato impiegato in un intervento così ampio.

Altri vaccini sono in dirittura d'arrivo. Ma, a questo punto, vista l'impossibilità di procedere rapidamente all'immunizzazione dell'intera popolazione, sarebbe forse più opportuno investire queste risorse in interventi di sanificazione delle acque, ha suggerito l'epidemiologo francese Renaud Piarroux. Anche alla luce del fatto che l'efficacia del vaccino è comunque limitata nel tempo e in assenza di interventi strutturali l'epidemia potrebbe ripetersi. 

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