fbpx La pelle fa buon sangue | Scienza in rete

La pelle fa buon sangue

Primary tabs

Read time: 1 min

Ottenere cellule del sangue, partendo da un lembo di pelle. Questa la straordinaria scoperta dei ricercatori della McMaster University, in Canada, che permetterà forse un giorno a tutti coloro che necessitano di trasfusioni di sangue durante un intervento chirurgico, o che devono essere sottoposti a un trattamento per combattere il cancro o l’anemia, di poter ottenere sangue geneticamente compatibile, a partire dalla propria pelle.

Finora la possibilità di ottenere cellule staminali da tessuti differenziati prevedeva sempre il passaggio intermedio a staminali pluripotente: qui invece si è passati direttamente dalle pelle al sangue. Lo studio, in pubblicazione su Nature, è stato condotto utilizzando pelle umana. Già nel 2012 inizieranno i primi trial clinici.

L'articolo di Nature

Sezioni: 
Staminali

prossimo articolo

Né pappagalli, né menti aliene: l'etologia degli algoritmi

Testa robotica

Se le macchine abbiano una mente resta una domanda aperta, ma l'analogia più intuitiva – quella con la coscienza di un gatto – non regge: al gatto la inferiamo per continuità evolutiva, alla macchina solo per convergenza di prestazioni. Studiarle come farebbe un etologo è una pista promettente, ma senza la storia evolutiva della griglia di Tinbergen rischia di restare comportamentismo travestito.
Nell’immagine: Kismet- Rama, CC BY-SA 3.0 FR via Wikimedia Commons
 

Quando una domanda arriva in copertina sull'Economist, significa, quale che sia il giudizio che se ne dà, che intorno a essa si stanno concentrando capitali e persone e che aspira a diventare un argomento rilevante della discussione pubblica. La domanda è se le intelligenze artificiali siano coscienti o lo possano diventare, ovvero se qualcosa di operativamente definibile come attività mentale accada all'interno di questi sistemi statistico-predittivi.