fbpx La pelle fa buon sangue | Scienza in rete

La pelle fa buon sangue

Primary tabs

Read time: 1 min

Ottenere cellule del sangue, partendo da un lembo di pelle. Questa la straordinaria scoperta dei ricercatori della McMaster University, in Canada, che permetterà forse un giorno a tutti coloro che necessitano di trasfusioni di sangue durante un intervento chirurgico, o che devono essere sottoposti a un trattamento per combattere il cancro o l’anemia, di poter ottenere sangue geneticamente compatibile, a partire dalla propria pelle.

Finora la possibilità di ottenere cellule staminali da tessuti differenziati prevedeva sempre il passaggio intermedio a staminali pluripotente: qui invece si è passati direttamente dalle pelle al sangue. Lo studio, in pubblicazione su Nature, è stato condotto utilizzando pelle umana. Già nel 2012 inizieranno i primi trial clinici.

L'articolo di Nature

Sezioni: 
Staminali

prossimo articolo

Ritorno al focolare: tra estetica, narrativa e progetto politico

illustrazione di donna felice davanti al frigorifero

Dall’estetica tradwife e MAGA al romanzo Yesteryear, fino alle convention americane e alla proposta di voto ponderato di Futuro nazionale: un filo ideologico comune attraversa estetica, cultura pop e proposte legislative. Non si tratta di nostalgia, ma di un progetto preciso: spostare la rappresentanza politica dalla persona alla famiglia, riducendo la cittadinanza delle donne a un attributo del nucleo domestico anziché un diritto personale.

Una pubblicità del frigorifero Frigidaire pubblicata sul The Ladies' Home Journal (1948). Crediti: Wikimedia Commons. Licenza: pubblico dominio

Negli ultimi anni, fenomeni apparentemente distanti: le tradwives e l’estetica MAGA, il Summit 2026 guidato dalla vedova di Charlie Kirk sul “voto familiare”, il successo del romanzo Yesteryear e la proposta italiana di un voto legato al quoziente familiare, stanno componendo un quadro coerente. Un quadro che parla di restaurazione dei ruoli di genere, di rigerarchizzazione della famiglia e di una ridefinizione della cittadinanza che passa attraverso la sottrazione di diritti alle donne.