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La guerra rende altruisti?

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Pare che alla fine la guerra possa aver aiutato il genere umano a sviluppare comportamenti cooperativi e altruistici: lo sostiene uno studio di Samuel Bowles del Santa Fe Institute (New Mexico) pubblicato su Science. Le società dei raccoglitori e cacciatori, secondo questo studio, furono interessate da frequenti lotte fra gruppi, che sarebbero responsabili del 14% delle morti, un tasso ben superiore a quello attribuibile alle guerre moderne. Ma sarebbe stata proprio la minaccia dell'estinzione dei gruppi a causa di questi attacchi a rafforzare lo spirito altruistico contenendo le spinte opposte, di natura egoistica. Da tali pressioni "ambientali" ne sarebbe sortita una vera e propria selezione genetica a favore dei tratti altruisti.

 

Fonte: Bowles, S. Science 324, 1293- 1298 (2009)

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Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).