fbpx IRCCS: Realizzati 35 modelli di tumori ovarici umani | Page 2 | Scienza in rete

IRCCS: Realizzati 35 modelli di tumori ovarici umani

Primary tabs

Read time: 2 mins

 

Comunicato stampa


Su Cancer Research, rivista leader nel campo della oncologia sperimentale, sono stati pubblicati i risultati di una ricerca condotta dall’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’, che ha utilizzato 35 tumori ovarici umani, “PDX” in gergo, trapiantati in topi immunodepressi al fine di riprodurre fedelmente le caratteristiche genomiche e biologiche del singolo tumore ovarico e, soprattutto, di verificarne la sensibilità ai farmaci antitumorali.
Il carcinoma ovarico, infatti, è una neoplasia molto complessa con distinte caratteristiche isto-patologiche e genetiche per cui non può più essere considerato una singola patologia, ma una serie di malattie differenti”.
Lo studio è stato condotto dai laboratori dell’Istituto ‘Mario Negri’di Biologia e Terapia delle Metastasi, diretto da Raffaella Giavazzi e dell’Unità di Riparazione del DNA (Laboratorio di Farmacologia Molecolare) diretta da Giovanna Damia, col contributo di finanziamenti dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) ed è frutto di una collaborazione con i reparti di Ginecologia e Ostetricia e Anatomia Patologica dell’Ospedale San Gerardo di Monza-Università Milano Bicocca, diretti rispettivamente dal Prof. Milani e Prof. Cattoretti e con il Laboratorio di Genomica del Cancro della Fondazione Tempia-Valente di Biella diretto dalla Dott.ssa Chiorino.
Si tratta di un bell’esempio di ricerca translazionale grazie alla collaborazione tra ricercatori preclinici e clinici. “Questi sono attualmente i nostri pazienti - spiegano con soddisfazione Raffaella Giavazzi e Giovanna Damia -. La possibilità che questi tumori umani siano trapiantabili in altri topi ci permette di continuare a studiare quel particolare tumore anche dopo la terapia e perciò stabilire in seguito altri tipi di trattamento. Si aprono, in tal modo, nuove prospettive per migliorare il trattamento del tumore ovarico”.
“Altri ricercatori – concludono le due ricercatrici dell’Istituto Mario Negri - hanno usato modelli di questo tipo per altri tipi di tumore per esplorare le diversità del cancro e studiare nuove terapie. Il nostro è uno dei pochi studi che è riuscito a collezionare così tanti modelli di carcinoma ovarico e studiarli da un punto di vista molecolare, istologico e farmacologico confrontandoli col tumore della paziente da cui originano”.

Comunicato Stampa IRCCS

Sezioni: 
Comunicato Stampa

prossimo articolo

Emissioni in stallo: impossibile restare sotto 1,5°C, dice l'UNEP

cartello di manifestazione contro la crisi climatica

Il nuovo Emission Gap Report dell'UNEP dice molto chiaramente che è ormai andata perduta la possibilità di restare sotto 1,5°C medi globali rispetto ai livelli preindustriali. Potremmo tornarci a fine secolo, solo se riusciamo a limitare la temperatura di picco a 1,7-1,8°C. Per farlo serve, tra le altre cose, ridurre del 18% le attuali emissioni globali entro il 2030, cioè entro quattro anni. Per ora sono in stallo.

Crediti immagine: Kevin Maroto/Unsplash

La possibilità di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C per fine secolo con un superamento nullo o limitato (cioè entro 0,1°C) è andata perduta. Superare questa soglia è ormai inevitabile: lo scrive senza troppi giri di parole il nuovo Emission Gap Report 2026 appena uscito dell’UNEP.