L'analisi delle particelle di vento solare raccolte dalla sonda Genesis indica che la composizione isotopica dell'ossigeno e dell'azoto del Sole è differente da quella dei pianeti interni.
L'obiettivo della missione Genesis era quello di permettere la determinazione delle abbondanze degli isotopi stabili di ossigeno e azoto nel vento solare, composizione che avrebbe dovuto fornire una stima affidabile dell'abbondanza isotopica del Sistema solare. Purtroppo, i noti problemi di rientro a Terra della capsula nel 2004 hanno reso particolarmente difficoltosa l'analisi del materiale raccolto.
I due studi appena pubblicati su Science non solo mostrano che, nonostante le difficoltà, le analisi sono state completate, ma che hanno portato a risultati davvero sorprendenti.
Il team di Kevin McKeegan (UCLA) ha rilevato che nel Sole l'isotopo Ossigeno-16 è molto più abbondante che non sulla Terra, sulla Luna, su Marte e nei meteoriti. Diversità che suggerisce una composizione iniziale della nebulosa solare non così omogenea come ipotizzato finora.
Un'ulteriore differenza isotopica, questa volta riguardante l'azoto, è stata individuata dal team di Bernard Marty (Centre de Recherches Petrographiques et Géochimiques). I ricercatori hanno infatti rilevato una presenza notevolmente maggiore di Azoto-14 nel Sole rispetto a quanto si osserva nella nostra atmosfera. Per quanto riguarda l'azoto la composizione solare sarebbe molto simile a quella di Giove, ma molto distante da quella dei pianeti interni.
La comprensione dell'origine di tali differenze, sottolineano i ricercatori, permetterà di avere un quadro più attendibile dell'origine del nostro sistema planetario.
NASA
Ingredienti differenti
Primary tabs
prossimo articolo
Il collasso che non c'è: cosa dice il DNA antico

Il collasso delle civiltà è una delle narrazioni più affascinanti dell’archeologia. Ma lo studio del DNA antico sta raccontando una storia diversa e molto più complessa, mostrando come dietro la scomparsa di una società possano nascondersi fenomeni radicalmente diversi: epidemie, migrazioni, assimilazioni e trasformazioni culturali. E che, a volte, il collasso non è mai avvenuto.
C'è una tomba vicino Parigi che a una prima occhiata sembra raccontare una storia semplice: una comunità la scava, la usa, la tramanda ai figli. Il problema è che tra la prima e la seconda fase di utilizzo di quella tomba passano generazioni di silenzio e chi torna a seppellire i propri morti in quello stesso luogo, a quanto pare, non ha nulla a che fare con chi l'aveva costruita.