Sono stati circa 200 i partecipanti che hanno
riempito l’aula dell’Università Bocconi a Milano per l’incontro organizzato dal
Gruppo 2003 per la ricerca, “Prendere le decisioni o subire le decisioni”.
Oltre ai presenti, che hanno contribuito al dibattito con domande
dirette ai relatori (Guido Tabellini, Giorgio Parisi e Giacomo Rizzolatti,
moderati da Giovanni Dosi), i lettori di Scienzainrete hanno potuto seguire a
distanza il convegno grazie alla diretta streaming, ora disponibile in versione
integrale nella rubrica del sito dedicata.
Nella puntata del 23 aprile, anche Radio3Scienza ha dedicato uno spazio all’evento,
ospitando dai suoi microfoni il neuroscienziato di Parma Giacomo Rizzolatti che ha raccontato il suo punto di vista sul tema della libertà di
scelta, introducendo il suo intervento del pomeriggio.
Qui è possibile riascoltare il podcast della puntata.

IncontriScienza: disponibili audio e video del 23 aprile
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Farmaci e ambiente: quanto inquina la medicina moderna?

Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).
Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.