fbpx Inaugurazione nuovo spazio | Page 14 | Scienza in rete

Inaugurazione nuovo spazio

Primary tabs

Read time: 2 mins

Explora - il Museo dei Bambini di Roma - inaugura venerdì 26 ottobre alle 10 e 30 un nuovo spazio museale dedicato ai bambini da 0 a 3 anni, con il supporto di Johnson’s Baby.

"Piccoli esploratori" è un progetto pensato per offrire delle attività organizzate in base a diverse fasce d’età dei bambini (0/12, 12/14, 24/36 mesi), ritenute importanti per le prime fasi di sviluppo di un bambino. I temi su cui vertono le attività riguardano la scoperta della psicomotricità, della visione, del tatto, olfatto e udito, distribuite in diverse aree:

  • uno spazio per socializzare in una ricostruzione di un bosco, con animali e piante da poter maneggiare (12/36 mesi);
  • un piccolo nido (0/12 mesi);
  • un gruppo di specchi per guardare la propria immagine e un caleidoscopio dove persone e oggetti sono ripetuti all’infinito;
  • un tunnel odoroso da attraversare gattonando (12/36 mesi);
  • una tana dove nascondersi e ritrovarsi (24/36 mesi);
  • un angolo morbido e colorato dove concentrarsi per le letture da vedere, da ascoltare, da toccare;
  • una bacheca illuminata per scoprire i colori con la luce (24/36 mesi);
  • una parete dove provare suoni con piccoli ma veri strumenti musicali (12/36 mesi);
  • tappeti, cuscini, sedute e dislivelli per gattonare, rotolarsi, superare dislivelli guardando le cose da una prospettiva nuova e diversa ovvero dall’alto al basso per sperimentare movimento e psicomotricità;
  • un monitor touch screen dedicato alla comunicazione ai genitori con suggerimenti e consigli pratici per questa particolare fascia di età.

L’apertura ufficiale è prevista da domenica 27 ottobre, in Via Flaminia 86 a Roma, per il pubblico e gli insegnanti.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Explora

prossimo articolo

Le dighe non sono più quelle di una volta: la super-diga cinese

fiume tsangpo

La costruzione della super-diga cinese sul fiume Yarlung Tsangpo in Tibet è un modo per riflettere sull’inevitabilità delle grandi opere, anche quando dovrebbero servire ad alleggerire i danni all’ambiente. Ovviamente non c’è nulla di inevitabile. Non sta scritto da nessuna parte che per fare energia idroelettrica si debba per forza sterminare una riserva naturale, far sfollare milioni di persone e ridurre alla sete la popolazione a valle.

Immagine: Canyon del fiume Yatlung Tsangpo. Di mayanming, CC BY-SA 3.0

Nel luglio 2025 il primo ministro cinese Li Qiang ha inaugurato il cantiere di quella che diventerà la più grande centrale idroelettrica del mondo, Medog, sul fiume Yarlung Tsangpo in Tibet, un progetto approvato da anni ma finanziato in via definitiva solo nel dicembre 2024.