Sono passati 30 milioni di anni, ma il pellicano è sempre uguale a se stesso: il fossile ritrovato nella zona di Luberon, nella Francia sud orientale, mostra che l’uccello aveva fin da allora lo stesso lungo becco dei pronipoti che vivono oggi sotto sette diverse specie. Mentre i nostri antenati si dondolavano ancora sugli alberi, quindi, il pellicano aveva forse già raggiunto un grado ottimale di evoluzione in funzione del volo o della cattura di pesci per l’alimentazione. «Ma ci potrebbero essere anche altre spiegazioni» precisa Antoine Louchart, dell’Università di Lione, che ha riconosciuto l’importanza del reperto, trovato alla fine degli anni ottanta ma di cui finora non era mai stato compreso il rilievo evoluzionistico.
Il pellicano non cambia
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Ddl stupri: senza il consenso che cosa cambia?

La riforma della violenza sessuale approvata dal Senato segna una frattura profonda, giuridica e culturale. La scelta di abbandonare il modello fondato sul consenso è infatti in contrasto con la Convenzione di Istanbul e con l’evoluzione della giurisprudenza italiana: si torna a un impianto basato sul dissenso e sulla «volontà contraria». Questa è una decisione che riapre il dibattito sull’autodeterminazione dei corpi, sul carico della prova nei processi e sul rischio di vittimizzazione secondaria.
La modifica proposta dalla maggioranza in Senato in materia di violenza sessuale sta dividendo l’opinione pubblica. Sullo sfondo di questa spaccatura c’è la codifica, nell’immaginario collettivo, di cosa sia uno stupro. Da decenni i movimenti si sono battuti per un cambio di paradigma interpretativo.