fbpx Il museo su smartphone | Page 5 | Scienza in rete

Il museo su smartphone

Primary tabs

Read time: 1 min

Chi l'ha detto che il mondo dei musei è polveroso?  Una delle più note case-museo italiane - il Poldi Pezzoli di Milano - ha stretto un accordo con la Fondazione IBM Italia per realizzare una versione per smartphone del sito del museo (già in passato realizzato in collaborazione con la fondazione), in modo da poterlo utilizzare come audioguida personale scaricando gratuitamente i contenuti mp3 che il Museo e Acousticguide mettono a disposizione dei visitatori.

Sarà così possibile, anche per le scuole, compulsare sul proprio telefonino (del tipo i-phone) le seicento schede riguardanti le opere, trecento dedicate ai dipinti e altrettante dedicate alle arti decorative, corredate da fotografie, didascalie, schede didattiche in italiano e in inglese, schede scientifiche, bibliografie e dati sugli autori. Il lavoro continuo di catalogazione farà in tempi brevi aumentare questo numero.

"Le notizie sulle opere e sulle attività del museo saranno fornite in tempo reale, senza intermediazioni. Un servizio molto utile sia per i curatori che per il pubblico" ha dichiarato la direttrice del Museo Annalisa Zanni.

Fonti: Fondazione IBM Italia, Museo Poldi Pezzoli

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Tecnologia

prossimo articolo

Neurodivergenze: la stagione delle autodiagnosi

mani con smartphone

Sempre più persone sui social parlano di neurodivergenze come autismo e ADHD - e sempre più persone, spesso adolescenti, affermano di averne una, a volte anche senza aver mai consultato uno specialista: si parla di autodiagnosi. Secondo alcuni, chi si autodiagnostica una neurodivergenza sta solo cercando attenzioni o seguendo una moda, ma gli psicologi non ne sono troppo convinti. Le possibili cause sono varie e no: non c’entra necessariamente TikTok. Ma forse la sanità pubblica sì. 

In un episodio della serie TV del 2024 English Teacher, il protagonista (che, come suggerisce il titolo, è un insegnante) ha una discussione con una studentessa che afferma di avere la «sindrome di Tourette asintomatica». Alla domanda se abbia ricevuto una diagnosi formale, la ragazza risponde che non può riceverne una: la sindrome, essendo asintomatica, può essere solo autodiagnosticata.