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Per il momento salvo anche l'EBRI

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Continua l'epopea degli istituti di ricerca indipendenti in Italia, che lottano per la sopravvivenza in un'epoca di tagli e scarsità di risorse. Ora è la volta dell'EBRI, l' European Brain Research Institute fondato da Rita Levi Montalcini e ospitato a Roma dalla Fondazione Santa Lucia. L'accordo prevedeva che l'istituto avrebbe dovuto provvedere solo al pagamento delle spese, il cui carico si aggira intorno ai 500.000 euro l'anno. Per i ritardi nei pagamenti la fondazione aveva deciso di sospendere la fornitura di anidride carbonica, aria compressa ed elettricità, ma il tribunale è intervenuto chiedendo che si trovi un accordo prima della seduta del 23 settembre. In caso contrario la regione Piemonte e l'Università di Torino hanno già offerto ospitalità all'istituto.

Nature pubblicato online il 7 settembre

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Una laurea honoris causa molto sensata, per una volta

un momento del conferimento della laurea honoris causa a parisi

Dall’acqua che bolle all’intelligenza artificiale, passando per il funzionamento del cervello: la fisica dei sistemi complessi studia fenomeni in cui il tutto è molto più della somma delle parti. Ed è proprio in questo campo che Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica nel 2021, ha dato alcuni dei suoi contributi più importanti. Il 14 ottobre, a Torino, le Università di Torino e del Piemonte Orientale gli hanno conferito una laurea honoris causa. Durante la sua lectio magistralis, Parisi ha ripercorso le sfide della complessità, soffermandosi sulle opportunità dell’intelligenza artificiale e sulla necessità di regolamentarla.

Nell'immagine di copertina: Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica nel 2021, alla proclamazione della sua laurea honoris causa in Fisica dei sistemi complessi. A sinistra il Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Menico Rizzi, a destra la Rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi. Foto di Lorenzo Manunza.

Quando viene data una laurea honoris causa, c’è sempre chi polemizza sulle ragioni del conferimento, attribuendole più a un’astuta scelta pubblicitaria che all’effettivo merito del laureato.