fbpx Il magma nascosto di Io | Scienza in rete

Il magma nascosto di Io

Primary tabs

Read time: 1 min

Una nuova analisi dei dati raccolti dalla sonda Galileo undici anni fa suggerisce l'esistenza di un oceano di magma sotto la superficie di Io, il vulcanico satellite di Giove.

Quando il magnetometro della sonda, tra l'ottobre 1999 e il febbraio 2000, registrò alcune anomalie nei dati provenienti da Io, i modelli in grado di descrivere l'interazione tra quella luna e il potente campo magnetico di Giove non erano sufficientemente sofisticati da suggerire una spiegazione valida. A oltre dieci anni di distanza Krishan Khurana (UCLA) e collaboratori sono finalmente riusciti a svelare il mistero.

Nello studio pubblicato su Science Express attribuiscono quelle anomalie all'interazione tra il campo magnetico di Giove e uno strato di magma fluido dello spessore di una cinquantina di chilometri posto sotto la crosta superficiale di Io. Le anomalie verrebbero spiegate dall'eccezionale conducibilità elettrica che caratterizza quel magma, in grado dunque di rispondere alle variazioni del campo magnetico di Giove.

Sarebbe dunque questo guscio di magma ad alimentare l'eccezionale vulcanesimo che caratterizza questo satellite che, grande poco più della Luna, produce ogni anno una quantità di lava pari a 100 volte quella eruttata dai vulcani terrestri.

UCLA

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Neanderthal dal dentista?

denti di neanderthal

Dagli oranghi che si spalmano impacchi vegetali contro l’infiammazione, fino alle api che difendono l’alveare con sostanze antimicrobiche: la medicina che conosciamo ha radici molto profonde, antiche e condivise. Alice Mosconi ci porta in un viaggio nella zoofarmacognosia, nel quale sfuma il confine tra istinto, apprendimento e cultura, nel quale si incontrano specie lontane e vicine, dagli oranghi di Borneo ai nostri antenati tra i ghiacci delle Alpi. In una storia naturale della cura prima dei camici bianchi.

Nell'immagine di copertina: elaborazione grafica da Zubova AV et al, PLOS One (2026). Licenza: CC BY 4.0

Quando pensiamo alla medicina, la immaginiamo come una pratica relativamente recente (almeno quella che funziona) e appannaggio solo della nostra specie. Ma la ricerca del benessere, o, per lo meno, il tentativo di alleviare il dolore o combattere una malattia è qualcosa di molto più antico e molto più diffuso anche negli animali non umani di quanto siamo disposti ad ammettere.