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Ig Nobel per ridere e per pensare

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Il premio per la pace è andato al sindaco di Vilnius, la capitale della Lituania, diventato una star dei social network dopo aver risolto con i carri armati il problema delle auto di lusso parcheggiate dove non dovrebbero. Ma non è l'unica trovata di Marc Abrahams, editore e cofondatore degli Annals of improbable researche del premio IgNobel. In attesa dei Premi Nobel, quelli veri, attesi per domani, si è tenuta come tutti gli anni la spassosa cerimonia di assegnazione dei premi che vanno a ricerche scientifiche tanto reali quanto ridicole o assurde. Il riconoscimento per la medicina per esempio è andato a due studi indipendenti, pubblicati rispettivamente su Psychological Science e Neurology and Urodynamics, che dimostrano come le persone, quando scappa la pipì, resistono meglio alle tentazioni economiche, ma prendono decisioni peggiori su altre questioni. Non sono mancati lavori sui gusti sessuali dei coleotteri o perché i lanciatori del disco soffrono di vertigini, mentre quelli del martello no; sulle motivazioni per cui gli esseri umani sospirano e sul fatto che lo sbadiglio non sia contagioso tra le tartarughe dalle zampe rosse. Si è passati dalla “Teoria sulla procrastinazione strutturata”, secondo la quale bisogna lavorare sempre su qualcosa di importante per evitare di fare qualcosa di ancora più importante, alla concentrazione ideale di wasabi da usare per risvegliare persone intossicate di fumi di un incendio; dal premio per la Pubblica sicurezza, andato a un canadese che ha condotto una serie di test in cui una persona guidava un'auto in autostrada mentre una visiera le cadeva continuamente sugli occhi, accecandola, a quello per la matematica, assegnato a una serie di scienziati che da decenni annunciano la fine del mondo per una data precisa: "Per aver ricordato al mondo che bisogna essere prudenti quando si danno previsioni o ipotesi matematiche", è stata la motivazione.

Oltre al divertimento, però, la manifestazione fa anche pensare al tempo dedicato, ai cervelli impegnati, ai fondi utilizzati per studi di questo tipo in un momento in cui la ristrettezza dei fondi richiederebbe forse una maggiore saggezza nella scelta dei temi su cui indagare.

http://improbable.com/ig/

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Fascisti e antisemiti

celle di detenzione

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.

In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0

Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.