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Higgs ancora non si vede

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Alcuni giornali hanno rilanciato, lunedì 25 aprile, la notizia già circolata nel fine settimana scorso, della osservazione da parte dei ricercatori dell'esperimento ATLAS di LHC, di un bosone di Higgs. Una scoperta che sarebbe stata clamorosa, ma che purtroppo non è vera. La smentisce prima di tutto la responsabile dell'esperimento ATLAS, Fabiola Gianotti: "quello che è stato pubblicato su un blog da alcuni ricercatori di ATLAS è solo un picco di eventi come ne abbiamo avuti tanti nei mesi scorsi - spiega Fabiola Gianotti - non c'è nessuna evidenza, e comunque nessuna statistica significativa, che si tratti i un bosone di Higgs. Certo, questi dati, questo picco, verranno esaminati come tutti gli altri picchi avuti in passato. Ma questo non autorizza nessuno a parlare di scoperta". I media sono stati eccitati dalla comparsa di un memo interno del CERN, apparso sul blog di un matematico della Columbia University, Peter Woit. 

Comunicato stampa INFN

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Fisica

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Abbiamo ormai perso le speranze per restare sotto 1,5°C?

orologio nella sabbia

Ci vuole una certa pazienza a fare comunicazione climatica se bisogna continuare a ripetere ossessivamente quali sono le cose da fare per arrivare a zero emissioni nette e per adattarsi al clima che cambia. Questa volta la strigliata arriva dall’UNEP che ci dice che non è affatto detto che l’umanità riuscirà a restare sotto 1,5°C per fine secolo. Che serve usare tutte le tecnologie in campo, compresa la rimozione artificiale di CO2 dall’atmosfera. Che serve – udite udite – darsi una mossa. Il nuovo rapporto identifica un pacchetto di azioni climatiche che devono servire per contenere il sorpasso di 1,5°C il più possibile e favorire un rientro veloce e sicuro.

Foto di Annette da Pixabay

È uscito il 2 settembre un nuovo report dell’UNEP dal titolo Limiting Overshoot: Navigating exceedance of 1.5°C and pathways towards return. Il messaggio principale è che il superamento temporaneo di 1,5°C è ormai inevitabile date le traiettorie di emissioni e le politiche attuali. Ricordiamo sempre che stiamo parlando dell’aumento della temperatura media globale rispetto ai livelli preindustriali.