E' senza dubbio
prevedibile che nei depositi sedimentari di un lago si possano
trovare massicce presenze di agenti inquinanti in corrispondenza
degli strati depositatisi quando la regolamentazione di tali sostanze
era pressoché inesistente. Meno prevedibile, invece, quanto hanno
scoperto Christian Bogdal (ETH di Zurigo - Istituto di Chimica e
Bioingegneria) e i suoi collaboratori analizzando i carotaggi
raccolti nel lago Oberaar, un bacino svizzero alimentato dai
ghiacciai alpini.
L'analisi ha mostrato che
la presenza di pesticidi e di altri agenti inquinanti aumenta
progressivamente a partire dagli anni '50, raggiunge un picco a
cavallo degli anni '60-'70 e torna ai minimi livelli in
corrispondenza degli anni '80 e '90, andamento in linea con la
graduale regolamentazione del loro impiego.
I dati di Bogdal, però,
indicano anche una nuova repentina crescita del livello di agenti
inquinanti a partire dalla fine degli anni '90 (la situazione attuale
è paragonabile a quella degli anni '60-'70) la cui causa sarebbe il
rilevante rilascio di agenti inquinanti associato allo scioglimento
dei ghiacciai alpini.
Per Bogdal e
collaboratori, dunque, il riscaldamento globale e il conseguente
massiccio scioglimento dei ghiacciai - con l'inevitabile rilascio
degli agenti inquinanti intrappolati nei ghiacci - potrebbero avere
conseguenze davvero drammatiche per l'ambiente.
Gli inquinanti del disgelo
Primary tabs
prossimo articolo
La variabilità genetica non è un rumore di fondo. In ricordo di Guido Modiano

Il 2 gennaio è scomparso il genetista Guido Modiano, scienziato rigoroso e persona esigente, ha preso parte ai lavori di ricerca che hanno guidato la transizione dalla genetica classica a quella molecolare. Cruciale il suo contributo nel dibattito su razza e razzismo.
Immagine di copertina creata con ChatGPT
La scomparsa di Guido Modiano, il 2 gennaio scorso all’età di 94 anni, lascia un vuoto culturale nella comunità degli studiosi di biologia umana, che perde un protagonista storico della ricerca sui fattori genetico-molecolari coinvolti nei processi adattativi di popolazioni distribuite in contesti ecologico-sociali diversi. Inoltre, la riflessione critica che in Italia — ma non solo — ha contribuito a chiarire che la natura della variabilità genetica nelle popolazioni umane rende scientificamente insignificante il concetto di razza, gli deve molto.