Grazie alla bioinformatica è ora possibile prevedere le mosse con cui il cancro cercherà di difendersi dalle terapie mirate, e bloccarle in partenza. Lo studio finanziato da AIRC e condotto da Marco Pierotti e alcune sue colleghe dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, in collaborazione con l’Università di Trieste, ha sperimentato per ora il metodo sui tumori stromali gastrointestinali (GIST), ma lo stesso di potrà fare anche per altre neoplasie: ricostruire modelli virtuali in 3d dei recettori delle cellule tumorali, che come “interruttori” comandano la replicazione impazzita delle cellule tumorali, prevedere come muteranno per sfuggire alla cura e individuare altre molecole capaci di bloccarli. I ricercatori italiani, nello studio pubblicato oggi su Nature Reviews in Clinical Oncology, hanno poi verificato come la predizione fornita da questa serie di calcoli fosse perfettamente in linea con quanto osservato grazie alle tradizionali tecniche in vitro, con il vantaggio enorme di abbattere notevolmente i tempi per ottenere gli stessi dati.
Giocare d'anticipo, e pure in 3D
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Congedi paritari: dove sbaglia la ministra Roccella?

Il congedo di maternità si chiama obbligatorio perché la legge vieta al datore di lavoro di far lavorare la madre, non perché obblighi qualcuno a stare a casa: è un diritto. Chiarire questo equivoco, emerso nelle parole della ministra Roccella contro i congedi paritari, aiuta a capire che estenderlo ai padri vuol dire condividere un diritto, con effetti positivi, secondo gli studi, sul divario di genere e sul benessere di figli e figlie.
Foto di Steph Quernemoen su Unsplash
Le parole della ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità pronunciate durante un’intervista al quotidiano la Stampa con le quali prende posizione anche contro l’ipotesi di rendere obbligatoriamente paritari i congedi parentali, hanno suscitato grande clamore.