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Giardini dimesso per burocrazia

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Domenico Giardini, geofisico, si è dimesso da presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Era stato nominato appena qualche mese fa, in estate, succedendo a Enzo Boschi, che aveva mantenuto la presidenza dell’INGV per 16 anni consecutivi.

La fulminea uscita di scena del nuovo presidente – molto apprezzato dalla comunità scientifica – pare sia causata da motivi burocratici. Le nuove normative in essere nella pubblica amministrazione impongono anche al Presidente di un Ente Pubblico di Ricerca, che ha un contratto a termine, l’esclusiva. Il che per Domenico Giardini significa lasciare l’insegnamento e la posizione che ha presso l’ Eidgenössische Technische Hochschule (ETH), il celebre Politecnico di Zurigo.

Costretto a scegliere tra l’incarico in Italia a termine e l’incarico in Svizzera a tempo indeterminato, Giardini avrebbe scelto il secondo. È evidente che c’è qualcosa che non funziona nelle leggi che regolano la materia. Molti sostengono che è un vantaggio e non uno svantaggio per il nostro paese avere un ricercatore che lavora sia in Italia sia all’estero in uno degli atenei più prestigiosi del mondo.

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