fbpx Garattini membro ANSM | Scienza in rete

Garattini membro ANSM

Primary tabs

Read time: 1 min

Silvio Garattini, fondatore e direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’, è stato nominato dal governo francese membro del Consiglio Scientifico dell’ANSM (Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé), con compiti riguardanti non solo i farmaci, ma anche i dispositivi medici e i prodotti cosmetici. L'Agenzia è il corrispondente in Italia all'AIFA, con compiti riguardanti non solo i farmaci, ma anche i dispositivi medici e i prodotti cosmetici. 

L’ANSM è un organo che sostituisce l’AFSAPPS, ristrutturato dopo lo scandalo partito dagli effetti collaterali del benfluorex, un prodotto ritirato tardivamente dal commercio nel 2009 dopo la morte di molte persone in Francia, dove  aveva una larga diffusione come farmaco antidiabetico. Il Prof. Garattini aveva denunciato la pericolosità di questo prodotto già nel 1998, con il ritiro del prodotto dall'Italia in seguito alla sua segnalazione. Il Consiglio scientifico è formato da 12 membri di cui 4 stranieri ed ha il compito di sorvegliare sulle strategie scientifiche dell'Agenzia e di orientarne la programmazione scientifica, nonché di consigliare il Direttore ed il Consiglio di Amministrazione.

Lo scorso febbraio, Garattini aveva preso il posto di Claudio De Vincenti all'AIFA, nominato sottosegretario allo Sviluppo Economico nel Governo Monti.

Autori: 
Sezioni: 
Farmacologia

prossimo articolo

La dignità della grazia

screenshot dal film La grazia

Nel suo ultimo film, il regista Paolo Sorrentino mette in scena i tormenti morali di un Presidente che deve decidere se concedere la grazia a due persone colpevoli di omicidio, seppure in circostanze attenuanti. Bisogna essere coraggiosi, oggi, per concedere la grazia, ma anche esigenti con se stessi e con gli altri. Eppure è un atto di gentilezza, una gioia per chi la riceve e per chi la concede.

Nell'immagine di copertina: uno screenshot dal film La grazia (2025), di Paolo Sorrentino

Il referendum sulla giustizia 2026 pone, a prescindere dal merito dei quesiti posti e dai pro e contra, che i diritti delle persone, della maggioranza, dei cittadini “comuni” siano, ancora una volta, ampiamente limitati perché il linguaggio della pubblica amministrazione e della giurisprudenza è troppo spesso incomprensibile. Non è solo l’uso del burocratese, ma anche del vocabolario antiquato e spesso farraginoso delle disposizioni di legge, forse alla base anche delle diverse interpretazioni delle leggi da parte degli stessi giuristi e, ovviamente, dei politici.