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Garattini alla guida del CCM

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Il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha annunciato il 30 agosto le nuove nomine per il Css e il Ccm: Enrico Garaci viene confermato alla presidenza del Consiglio superiore di sanità, organo consultivo tecnico-scientifico del ministero, mentre a Silvio Garattini viene affidata la presidenza del Comitato scientifico del Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie
Il Ccm è un organismo di coordinamento tra il ministero della Salute e le Regioni per le attività di sorveglianza e prevenzione delle malattie croniche, in grado di assicurare risposte tempestive alle emergenze di salute pubblica, come in caso malattie infettive e diffusive, o attacchi di bioterrorismo. Quest'ultima carica era rimasta vacante in seguito alle dimissioni di Massimo Fini, dopo essere diventato componente della Commissione tecnico-scientifica dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Il Prof. Garattini, farmacologo di fama internazionale, è fondatore e direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri”, autore di oltre 8.500 pubblicazioni scientifiche e circa 180 volumi in cancerologia, chemioterapia e immunologia dei tumori, in neuropsicofarmacologia, in farmacologia cardiovascolare e renale. Diverse sono le cariche che Garattini ha ricoperto, anche a livello internazionale (recentemente è stato nominato membro del Consiglio Scientifico dell’ANSM l'Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé). E' inoltre membro del Gruppo2003 per la Ricerca e autore per Scienzainrete.
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Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.