fbpx Il futuro delle biomasse | Scienza in rete

Il futuro delle biomasse

Primary tabs

Read time: 1 min

In un rapporto ufficiale i ricercatori dell'UKERC (UK Energy Research Centre) suggeriscono che lo sfruttamento delle biomasse potrebbero soddisfare fino a un quinto della richiesta di energia mondiale senza per questo ostacolare la produzione alimentare.

Il rapporto passa in rassegna oltre 90 studi globali affrontando le controversie chiave nel campo dell'energia e si prefigge di fornire rapporti affidabili e accessibili, con elevati standard di rigore e trasparenza. L'acceso dibattito sul ruolo delle biomasse nel panorama energetico dei prossimi anni, che vede da un lato chi lo saluta come un toccasana e dall'altro chi ne sottolinea il rischio di disastri ambientali, richiede infatti risposte attente e ponderate.

Secondo i ricercatori dell'Imperial College che hanno steso il rapporto, l'ambizioso progetto di contribuire al 20% del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili da biomasse è un traguardo ragionevole che può riconciliare sia le esigenze di produzione alimentale che quelle di salvaguardia ambientale. Tra i passaggi da compiere vi sono l'utilizzo più produttivo del terreno e il miglioramento dei processi di sfruttamento delle biomasse.

Viene inoltre sottolineata l'assoluta necessità che i ricercatori che si occupano di cibo e agricoltura e gli specialisti in bio-energia lavorino a stretto contatto di gomito. Solo da questa stretta collaborazione potranno avere soluzione alcuni problemi chiave quali la disponibilità idrica e la protezione ambientale.

UKERC - Report (pdf)

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Energia

prossimo articolo

Il Nobel per la chimica 2026 all'asimmetria delle molecole

disegno di molecole allo specchio

Due molecole possono essere identiche nella composizione, ma avere proprietà molto diverse perché sono l’una l’immagine speculare dell’altra. È il fenomeno della chiralità, fondamentale per comprendere la chimica della vita e il funzionamento di molti farmaci. Il Nobel per la chimica 2026 premia Henri B. Kagan e Kenso Soai per aver dimostrato come un piccolissimo squilibrio tra due forme speculari possa essere amplificato durante una reazione chimica, fino a far prevalere quasi completamente una delle due. Scoperte che hanno trasformato la sintesi organica asimmetrica e aperto nuove prospettive per la ricerca.

Crediti immagine di copertina: ©Johan Jarnestad/The Royal Swedish Academy of Sciences

Due molecole possono avere gli stessi atomi e la stessa formula, ma comportarsi in modo molto diverso se sono l’una l’immagine speculare dell’altra. È da questo problema, apparentemente esclusivamente geometrico ma in realtà profondamente legato alla vita e al funzionamento stesso delle molecole che la compongono, che parte la motivazione del Nobel per la chimica 2026, assegnato a Henri B.