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Il futuro delle biomasse

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In un rapporto ufficiale i ricercatori dell'UKERC (UK Energy Research Centre) suggeriscono che lo sfruttamento delle biomasse potrebbero soddisfare fino a un quinto della richiesta di energia mondiale senza per questo ostacolare la produzione alimentare.

Il rapporto passa in rassegna oltre 90 studi globali affrontando le controversie chiave nel campo dell'energia e si prefigge di fornire rapporti affidabili e accessibili, con elevati standard di rigore e trasparenza. L'acceso dibattito sul ruolo delle biomasse nel panorama energetico dei prossimi anni, che vede da un lato chi lo saluta come un toccasana e dall'altro chi ne sottolinea il rischio di disastri ambientali, richiede infatti risposte attente e ponderate.

Secondo i ricercatori dell'Imperial College che hanno steso il rapporto, l'ambizioso progetto di contribuire al 20% del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili da biomasse è un traguardo ragionevole che può riconciliare sia le esigenze di produzione alimentale che quelle di salvaguardia ambientale. Tra i passaggi da compiere vi sono l'utilizzo più produttivo del terreno e il miglioramento dei processi di sfruttamento delle biomasse.

Viene inoltre sottolineata l'assoluta necessità che i ricercatori che si occupano di cibo e agricoltura e gli specialisti in bio-energia lavorino a stretto contatto di gomito. Solo da questa stretta collaborazione potranno avere soluzione alcuni problemi chiave quali la disponibilità idrica e la protezione ambientale.

UKERC - Report (pdf)

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Energia

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Che cosa hanno in comune Edgar Allan Poe, O.J. Simpson e gli errori giudiziari? La risposta passa per la statistica, ma soprattutto per il modo in cui ragioniamo. In “Se fossi stato al vostro posto” (Raffaello Cortina Editore, 2025) Marco Malvaldi parte da un celebre caso di cronaca ottocentesca e dalla sua trasfigurazione letteraria per mostrare come, quando siamo chiamati a interpretare i fatti, numeri, probabilità, narrazione e fallacie cognitive si intreccino. Un saggio e insieme un manuale, ricco di casi (reali o inventati) ma anche di ironia, che infine diventa un appello a chi, di fronte all’incertezza delle prove, ha la responsabilità di decidere della colpevolezza o dell’innocenza di qualcuno

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