fbpx Funghi distruttori di foreste | Page 4 | Scienza in rete

Funghi distruttori di foreste

Primary tabs

Read time: 1 min

Secondo un team di ricercatori, nella scomparsa delle foreste di conifere che ha accompagnato la terribile estinzione del Permiano ci sarebbe lo zampino di un fungo estremamente aggressivo.

Oltre a cancellare il 95% degli organismi marini e il 70% di quelli che vivevano sulla terraferma, l'estinzione del Permiano interessò pesantemente anche le conifere che ricoprivano Pangea, il grande unico continente di 250 milioni di anni fa. I dati fossili indicano che questi alberi sparirono dalla circolazione per almeno 4 milioni di anni.

L'analisi dei microfossili del Permiano ha evidenziato la presenza di organismi filamentosi finora classificati come alghe. Secondo Henk Visscher (Utrecht University) e collaboratori, però, quei microfossili sarebbero in realtà un particolare stadio vegetativo di un lontano parente del Rhizoctonia, un tipo di fungo estremamente aggressivo per le radici e l'apparato fogliare di molte piante. Nello studio, di prossima pubblicazione sulla rivista Geology, i ricercatori sostengono che in un ambiente fortemente ostile come quello presente all'epoca dell'estinzione del Permiano la devastante azione del fungo finì con l'assestare il colpo di grazia alla vegetazione.

Secondo il team di Visscher, inoltre, è da tenere in seria considerazione la possibilità che il micidiale sovrapporsi di stress ambientale e attacco di organismi patogeni possa interessare con effetti devastanti anche gli alberi del nostro tempo.

UC Berkeley

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Botanica

prossimo articolo

Malvaldi e la statistica del ragionevole dubbio

dadi e lente di ingrandimento

Che cosa hanno in comune Edgar Allan Poe, O.J. Simpson e gli errori giudiziari? La risposta passa per la statistica, ma soprattutto per il modo in cui ragioniamo. In “Se fossi stato al vostro posto” (Raffaello Cortina Editore, 2025) Marco Malvaldi parte da un celebre caso di cronaca ottocentesca e dalla sua trasfigurazione letteraria per mostrare come, quando siamo chiamati a interpretare i fatti, numeri, probabilità, narrazione e fallacie cognitive si intreccino. Un saggio e insieme un manuale, ricco di casi (reali o inventati) ma anche di ironia, che infine diventa un appello a chi, di fronte all’incertezza delle prove, ha la responsabilità di decidere della colpevolezza o dell’innocenza di qualcuno

Questa è una recensione che esce con colpevolissimo ritardo. In effetti, appena in anticipo sul primo compleanno del libro. Per fortuna, i libri non hanno una data di scadenza (almeno nella maggior parte dei casi). Di certo non ce l’ha Se fossi stato al vostro posto (Raffaello Cortina Editore, 2025), in cui Marco Malvaldi parla di qualcosa decisamente a lunga conservazione: la statistica e la narrazione.